Giulia Gasparini, arte per distruggere con garbo

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Giulia Gasparini, arte per distruggere con gentilezza
Giulia Gasparini, Cuore di Fenice, Ex Fornace, Milano, courtesy Giulia Gasparini

Lei si chiama Giulia Gasparini ed è una talentuosa artista italiana. Fin da giovanissima si è avvicinata all’arte, che utilizza come cura. Riesco ad incontrarla a Lodi, sua città natale. Il suo arrivo è avvolto da un velo misterioso: fascino, femminilità, sicurezza. Mi saluta sorridendo, è gentile e aperta, ma la si percepisce come sospesa, inarrivabile.

Come vivi il tuo tempo? Com’è la tua giornata tipo?

Partendo dal presupposto che il tempo nello spazio non esiste e solo qui sulla terra è percepito con quest’ansia… io decido di non pensarci, se posso…Se non ho appuntamenti evito di guardare l’ora e faccio le cose che sento di fare, quando e come meglio mi va. Non ho mai una giornata tipo, ognuna è diversa, ma ho un protocollo sacro di rituali, la mia disciplina, che mi aiuta a mantenere l’armonia nel caos imprevedibile di una vita d’artista.

Puoi parlarci di questa disciplina d’artista?

Mi aiuta a mantenere il corpo sano e nutrito come fosse un tempio.
Al mattino apro gli occhi nei palmi delle mani, medito una ventina di minuti, poi mi lavo subito lingua e denti, dry brushing su tutto il corpo, olio e doccia. Mezz’ora/un’ora di Yoga. Inizio a bere e mangiare intorno a mezzogiorno e la mia dieta consiste in frutta e verdura al 90% cruda. Di sera prima di dormire raccolgo i capelli in una treccia per contenere l’energia e sognare meglio, ringrazio sempre per almeno cinque cose che riguardano la giornata trascorsa, poi metto i pensieri in un cassetto, con un profondo respiro pulisco il corpo e ripeto un piccolo mantra che mi fa addormentare subito.

Cosa vuoi che passi attraverso il tuo lavoro? C’è più sensualità o provocazione?

Voglio che le persone sentano. Racchiudo sempre un messaggio in ciò che creo e so che, consapevole o no, gli occhi di chi guarda lo ricevono sempre. E qualcosa in loro cambia. Scelgo di utilizzare l’arte come cura per il collettivo. Le immagini d’altronde vengono recepite 90.000 volte di più che le parole scritte dalla nostra mente, figuriamoci l’effetto che hanno sul resto del corpo quando ciò che dicono va in circolo…Che siano sensuali è qualcosa che non faccio mai intenzionalmente, per me la sensualità è totalmente naturale e pura, parte fondamentale di tutti noi.

Cos’è contemporaneo nell’arte oggi in Italia?

Ciò che di contemporaneo si può fare oggi in Italia è distruggere, più o meno gentilmente, il provincialismo bigotto che guarda e giudica, distruggere le etichette e ciò che in nome di esse non si può fare o dire, l’illusione che ci siano dei limiti, aldilà dei quali non si può andare…

In una prospettiva più ampia? Italia vs Estero?

Ogni luogo ha la sua energia, il suo potere: basti pensare a città in cui ti senti subito a casa, altre in cui arrivi alla sera senza forze. Diciamo che il mondo in vari luoghi è meglio organizzato, è già aperto a tante forme d’arte e l’artista è rispettato e trattato egregiamente. Ma forse proprio per questo in Italia c’è tanto lavoro da fare, è giusto fare questo lavoro anche qui. Grattare il guscio piano piano.

Da dove nasce il tuo modo di guardare il mondo?

Il mio filtro ufficiale è: tutto è sempre bello, tutto è sempre erotico. Ogni cosa racchiude bellezza. Dalla più pura e candida, a quella più triste e quella più trash. La bellezza della vulnerabilità umana, della fragilità dell’Anima. I miei occhi sono molto attivi fin da quando ne ho memoria, studio i corpi, sento le emozioni degli altri, assorbo e invio.

"Ciò che di contemporaneo si può fare oggi in Italia è distruggere, più o meno gentilmente, le etichette e ciò che in nome di esse non si può fare o dire"

Frame Cuore di Fenice, courtesy Giulia Gasparini

Hai appena finito Cuore di Fenice, una personale a Milano, in cui bruci su un rogo. Cos’ hai voluto rappresentare con quest’opera?Come ha reagito il pubblico?

Cuore di Fenice è stata molto impegnativa, ho registrato sia voce che video in tre giorni, grazie ai miei angeli di Boiserous Film e Bjrg. Un video in cui vengo ripresa mentre eseguo un rituale di cura sul collettivo. Credo che le donne di oggi si portino dentro un grande trauma, la persecuzione, la morte, la colpa, la tortura della caccia alle streghe, durata solo in Europa cinque secoli. Per questo hanno dimenticato la sorellanza, sono in perenne competizione fra di loro, puniscono gli uomini, sono violente lamentando la violenza subita in passato. Io non credo che questo sia il modo per proseguire, come essere umani, verso un qualche miglioramento. Non c’è tempo per l’odio fra maschi e femmine come all’asilo. Ho performato un rituale in cui ri-muoio su un rogo, per tutte, per tutti e rinasco all’alba, di fronte al fiume celebrando l’Unione con la Natura, una pagina nuova.

Le reazioni sono state tante, lo spazio era l’Ex Fornace di Milano, sui Navigli, un grande open space buio, pieno di candele, le mie installazioni di Natura Sovrana, capanne ancestrali fatte in rami provenienti da boschi particolari e corvi, civette come totem e la proiezione continua del filmato su un grande velo… chi era intimorito, chi mi ha chiesto se avessi invitato Satana, chi mi ha chiesto se avesse fatto male, donne che mi hanno abbracciato, chiesto come poter iniziare un percorso di cura, chi si è commosso,…insospettabili uomini che mi hanno raccontato esperienze della loro infanzia, quando giocavano estate e inverno nella Natura, liberi come solo i bambini sanno essere. È stata un’esperienza ricca e bellissima, che presto ripeterò a Lodi, la mia città natale, in una chiesa sconsacrata!

Perché il corpo femminile è protagonista nei tuoi lavori?

Perché il corpo della donna racchiude tutto… può manifestare tutto.Il potere di dare vita, il potere della morte. Il ciclo femminile legato alla Luna è semplicemente magico…Anche le mie capanne rappresentano l’utero cosmico, collegamento dell’uomo con il Divino.

Quali sono i prossimi progetti?

Inaugurerò il 23 maggio uno spazio della Nomad Art Gallery Mida, con i miei arazzi in seta Woman e un’opera di arte povera Natura Sovrana. Da giugno Cuore di Fenice sarà proiettata nella Chiesa Ex Santa Chiara Nuova a Lodi e a ottobre sarà a Londra. Ad agosto invece inizio la prima parte del mio ultimo progetto Eyes in cui proietterò iridi di persone meravigliose in una cascata,…

L’intervista finisce, mi ringrazia e ci salutiamo. Com’è arrivata se ne va e ora nell’aria manca qualcosa, vedo la sua figura allontanarsi, dietro ai lunghi boccoli e un grande cappello.

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Fabrizio Fratus
Ha contribuito allo sviluppo di un dibattito scientifico e letterario sul neodarwinismo e la pornografia sviluppando diversi concetti antimodernisti e a favore dell’ideologia comunitarista basato sull’idea di un ritorno ad una vita sociale di tipo organicista in opposizione al modello dominante dell’individualismo, contribuisce a sviluppare un nuovo paradigma di vita comunitaria grazie alla decrescita felice, all’economia dell’autoconsumo partendo dal pensiero aristotelico in cui la famiglia è il centro della comunità. Si oppone fortemente al consumismo e al modello capitalista di tipo anglosassone. Convinto che presto vi sarà un ritorno al valore della famiglia naturale e alla vita comunitaria a causa della fine del ciclo economico denominato post-industriale. Sia la visione antidarwinista come quella sulla pornografia sono interpretazione per cui l’uomo viene condotto a una vita di tipo individualistica ed egoistica assolutamente da rigettare.