La rivoluzione non è un pranzo di gala: trovami un modo semplice per uscirne

0
1371
La rivoluzione non è un pranzo di gala: trovami un modo semplice per uscirne

Chi le conterebbe a quel punto le ragazze? Tutte intorno ai due fenomeni. E allora bisognerà proprio farla questa rivoluzione. No? Bisogna, no?
N-no, beh, ragioniamoci un attimo.

Ecco, quest’attimo è lo sfondo di Trovami un modo semplice per uscirne di Nicola Nucci (Dalia Edizioni, 2019, 176 pagine, € 14). Più che un romanzo, un audacissimo esperimento letterario. Ci vuole coraggio a riempire tutte quelle pagine solo di dialoghi. Senza movimenti, neanche uno starnuto. Lui e l’altro. Un palleggio che potrebbe diventare asfissiante.

E invece Nucci è un fenomeno nel colorarlo di esitazioni, di contraddizioni: tutte le tinte rubate al “guazzabuglio del cuore umano”.

Rivoluzione ossessione. Rivoluzione passione. Lui e l’altro lo hanno capito che il mondo è marcio e non si respira, ma precipitano in una deriva di dubbi. Questioni amletiche, se Amleto fosse mai cresciuto ascoltando i Tre Allegri Ragazzi Morti e i Verdena.

Rivoluzione tentazione. Rivoluzione liberazione.

E poi?

E poi, fanculo, tutto nuovo. Fanculo, tutto diverso.

La fantasia sta per librarsi. Il sangue si accende. Ma è una falsa partenza, è solo un sogno fragile, che non sai se dormivi davvero o eri tu a costruirtelo.

La macchina della rivoluzione riprende a tossire. Nessuno c’ha il coraggio.

Oggi tutto è in vendita: anche le trincee si riempiono a colpi di storytelling azzeccato. Non c’è target per i rivoluzionari.

Rivoluzione esitazione. Rivoluzione delusione.
La scrittura di Nucci attraversa quel “territorio spaventoso” che è l’adrenalinica apatia postmoderna. Lo attraversa e si colora delle sue cinquantamila sfumature di bigio. Gli ruba la voce.

Rivoluzione allusione.
E se nessuno partirà, se nessuno saprà o vorrà osare, se nessuno, se mai… Ecco, a quel punto varrà la pena aver pronto un cristallo di filantropia insincera da farsi sciogliere sulla lingua.

Rivoluzione diserzione.
Una playlist che spacca.

Rivoluzione metadone.
Una ricca collezione di scuse. Per aver perso l’occasione, per sempre e per tutti.

Rivoluzione distrazione.
Un corredo di ragionevoli argomenti morali per il no. L’eterno no.

Rivoluzione magone.