Alla Biennale di Venezia si canta Bella Ciao, ma poi arriva l’Aeropoema Futurista

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Non stupisce l'installazione di Liliana Moro al Padiglione Italia. Fortunatamente ci pensa la Cina a stupirci con un padiglione a dir poco illuminante
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Che ci fa Bella ciao al Padiglione Italia alla Biennale di Venezia? Si tratta dell’installazione di Liliana Moro (Milano 1961) che, come potete vedere dal video, da un lato richiama l’assenza con sedie a sdraio vuote e ombrelloni, dall’altro la presenza popolare con Bella Ciao, che passa attraverso un megafono, buona ormai per tutto in  una salsa italiana all’amatriciana.  L’installazione non stupisce e neppure provoca. La scelta insindacabile è del curatore Milovan Farronato

Fortunatamente ci pensa la Cina, con il suo padiglione, proprio lì accanto, a dir poco illuminante, sia in termini di contenuti che di ricorso alla tecnologia: una meraviglia contrapposta all’inconsistenza.

Ed è sempre la Cina a stupirci positivamente, all’Istituto Santa Maria della Pietà, con una mostra dal titolo China Italy Experience Space, dove la narrazione degli artisti presenti, Pietro Bellani, Giuliano Tomaino, Francesco Vaccarone, avviene attraverso una video installazione realizzata da NoNoise, che prende il via dall’aeropoema del Golfo di Filippo Tommaso Marinetti, dalle citazioni di Filia e Prampolini, con rimandi costanti a parole e frasi dell’opera omonima capaci di creare suggestioni tra presente, passato e futuro.

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