Bangla e la difficile convivenza di precetti e desideri

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Bangla e la difficile convivenza di precetti e desideri

Interessante esordio alla regia quello di Phaim Bhuiyan, italiano di seconda generazione originario del Bangladesh ma nato e cresciuto a Roma nel quartiere multietnico di Tor Pignattara.

Bangla, in sala dal prossimo 16 maggio, è un racconto in buona parte autobiografico sul tema del divario culturale. Il giovane Phaim – che ha firmato la sceneggiatura con Vanessa Picciarelli, racconta essenzialmente la sua storia, fatta della convivenza di due mondi tra loro diversi e difficilmente compatibili. Da una parte la famiglia bengalese, con le sue tradizioni e la religione musulmana, dall’altra la sua vita romana, fatta di lavoro – come steward in un museo -, musica e amicizie.

Tutto sembra procedere fino a quando all’orizzonte si affaccia una ragazza italiana, Asia, interpretata da Carlotta Antonelli. Come far dunque a convivere il desiderio di una relazione – e quindi la sfera relazionale e sessuale – con il precetto islamico della castità fino al matrimonio?

Phaim traccia così un piccolo affresco delle difficoltà di un italiano di seconda generazione sospeso tra tradizione e ‘innovazione’, tra obblighi e desideri, alla ricerca di un’identità mai univoca, elemento sul  quale ironizza all’inizio del film dicendo “50% Italia, 50% Bangladesh, 100% Tor Pigna!“.

Il risultato è un film che affronta le contraddizioni del quotidiano con uno sguardo comico, affettuoso e al contempo pungente, mostrando la Roma di Tor Pigna, un quartiere che più di altri rappresenta il risultato di un melting pot culturale tra gli odori delle lasagne mischiati a quelli del curry.

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