L’intelligenza al servizio del piacere: oh, sì. Anzi, “Ossì”

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Ossì, la fanzine erotica al servizio del cervello

L’intelligenza al servizio del piacere: oh, sì. Finalmente. Finalmente Ossì, la fanzine erotica nata dalla fantasia geniale di Alice Scornajenghi e dalla grafica golosamente pop di Francesca Pignataro.

È stampata in risograph, in poche centinaia di esemplari numerati , ed è uno degli oggettini più deliziosi su cui si possa mettere le mani. Con quell’equilibrio tra atmosfere di ieri e invenzioni di oggi. Grafiche vintage e scontri sexy di colori estremi. I veli che prolungano e perfezionano ed esasperano il desiderio – e il tutto e subito del piacere.

Senza freni, autoironica. Prende il sesso così sul serio da far scoppiare i lettori in una risata di gusto. Ed è lì che si crea una complicità irresistibile. Ridendo e sorridendo. Non c’è mai niente di cupo e angoscioso e sgradevolmente violento; solo i dolci, liberi inchini che giustamente ci si fa tra amanti.

Anche quei corpi di maschi fotografati da Fabio DaMotta: sono legati e seviziati, sì, ma da ciuffi di margherite rosa. Sopra le maschere nere, vegetano gigli e gerbere. Sul gluteo liscio, color glicine come in un sogno, spunta lo scherzo di una farfalla. Le stesse immagini prese da archivi porno anni ’70 sbiadiscono in mezzo ad allusioni geometriche da giocoso abbecedario del sesso.

E’ innocente, Ossì. E’ fresca. È psichedelica e vera. È un gioco, dalla prima all’ultima pagina. Si vede e non si vede, si capisce e non si capisce. Forse che sì, forse che no. E così intensa è questa soave tortura di suggestioni che, alla fine, più che immagini arrivano agli occhi profumi. Più che parole, movimenti musicali.  

Alice e Francesca conducono il gioco con una splendida grazia femminile. L’unico limite che si pongono è che ogni particolare debba essere esteticamente corretto.

Per il resto, niente reticenze. Si (intra)vede tutto. Non manca nulla. Tantomeno la gioia di un’ottima scrittura. Ogni numero della fanzine ruota intorno a un racconto erotico da cui si esige vera qualità letteraria: la grande assente del mondo del porno.

Era Platone a insegnarci che il bello è il parente più stretto dell’eros? Oppure la mano di Rocco Siffredi che scivola sotto i fianchi di una ragazza che è tutte le ragazze del mondo? O sono i nodi di quella corda di canapa educata all’arte dello shibari?   

Ecco, Ossì si concentra sulla zona erogena più potente di tutte: il cervello. Dove fioriscono l’estasi della bellezza e la meraviglia in un tripudio di margherite rosa, di gigli, di gerbere.

1 commento

  1. Fate il solito compitino sul sesso libertario e gioioso, in realtà una semplice strategia di marketing che simula il prodotto nuovo tentando di creare un valore d’uso in un mercato saturo, e dovete continuamente specificare che non è violento, che non è di cattivo gusto, che è nobilitato dall’uso del cervello e dalla qualità e che non è la solita pornografia dello schifoso Lumpenproletariat, e ora bisognava tirare per la manica anche Platone. Per la serie: non ci sono stereotipi più indistruttibili di quelli di chi vuole combattere gli stereotipi.

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