Anna Valle: “Quel mio primo provino…non lo scorderò mai!”

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Anna Valle:
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Nel 1995 portò a casa scettro e corona di Miss Italia. Ma è stato quattro anni più tardi, grazie alla fiction di Rai1 Commesse, che Anna Valle riuscì a sfondare nel mondo dello spettacolo. Ed è proprio alla serie diretta da Giorgio Capitani che è legato l’episodio Off della sua carriera d’attrice.

Anna, ci racconteresti un episodio Off della tua carriera?

Non potrei mai dimenticare uno dei miei primi provini. Era per il ruolo di Paola, una delle protagoniste della serie televisiva di Rai1 Commesse, diretta da Giorgio Capitani. Arrivai al provino in ritardo per colpa del traffico della Capitale ed ero un po’ demoralizzata perché non avevo avuto molto tempo per approfondire il personaggio. Tenevo tantissimo a quella grande occasione, eppure mi presentai lì così come per qualsiasi altro provino…

E poi cos’è successo?

Quando qualche giorno dopo il regista mi richiamò per un incontro complimentandosi, ne rimasi davvero sorpresa. Non riuscivo a crederci: quella parte era mia, nonostante non avessi dovuto mettercela tutta, come solitamente facevo, per poterla conquistare.

Hai costruito una carriera ricca di soddisfazioni. C’è ancora qualcosa che ti manca?

Sì, mi manca molto il cinema che ho messo da parte perché ultimamente sono stata impegnata con il teatro. Ho terminato da poco, infatti, la tournée dello spettacolo Cognate – Cena in famiglia, una commedia francese di Éric Assous, realizzata in collaborazione con Gli Incamminati di Milano e l’associazione Theama Teatro di Vicenza, che mi ha dato grandi soddisfazioni. Nel frattempo ho aperto una piccola casa di produzione con la quale abbiamo prodotto L’età imperfetta in cui ho recitato diretta da mio marito Ulisse Lendaro ndr: un film che ci ha dato tante soddisfazioni in Italia ma che ha raccolto anche riconoscimenti in giro per i festival internazionali.

Attualmente sei testimonial di Borse Rosa

Si tratta di un progetto promosso dalla Fondazione Mission Bambini, una realtà che conosco bene visto che collaboro con loro da oltre dieci anni. Ho abbracciato con entusiasmo questa loro nuova iniziativa anche per motivi personali perché una mia cara amica, che fa la volontaria per conto della Fondazione, da anni si occupa di una bambina che vive in sud Africa, supportandola anche economicamente per farla studiare: oggi frequenta la scuola media superiore ed è una studentessa modello. Prendendo spunto da situazioni come queste, Mission Bambini ha lanciato l’iniziativa “Borse Rosa” che ha l’obiettivo di sostenere con borse di studio le studentesse dei Paesi più poveri: una situazione drammatica soprattutto per quelle bambine e ragazze, vittime di matrimoni forzati o gravidanze precoci, che impediscono loro di continuare a studiare. Mi ha fatto molto piacere essere coinvolta in questo progetto perché spesso diamo per scontato la possibilità di frequentare una scuola e invece ci sono Paesi in cui tutto ciò non è un diritto, e soprattutto non lo è per le bambine. A queste ultime viene dato un altro tipo di responsabilità che riguarda la gestione della casa o sposarsi in età molto giovane per “guadagnarsi” la dote.

Come riesci a conciliare la sfera privata con quella professionale?

Quando sono lontana da casa per impegni lavorativi cerco di essere presente sempre anche se non lo sono fisicamente. Ovviamente la lontananza è una mancanza ma siamo una famiglia serena, c’è molta collaborazione e, soprattutto, abbiamo tanto spirito di adattamento. Cerco di fare tutto al meglio, anche se, lo ammetto, non sempre ci riesco.