All’Off Off Theatre “The Prudes” ci turba con gaia levità

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All'Off Off Theatre
C. Proietti e G. Fogacci, ThePrudes courtesy Ufficio Stampa Carla Fabi Roberta Savona

E’ imperdibile la commedia a due personaggi The Prudes, scritta dall’inglese Antony Neilson, presentata con successo per soli tre giorni nel 2018 nella rassegna Trend – Nuove Frontiere della Scena Britannica, in scena all’Off Off Theatre di Via Giulia a Roma, fino al 28 aprile, interpretata da Carlotta Proietti e Gianluigi Fogacci, che ne cura anche la regia.

Chi sono questi Prudes? L’uomo si presenta al pubblico come James Prudes, ma subito viene corretto dalla compagna Jessica che tiene a rettificare che loro non sono sposati e quindi si rivelano ben lontani dal loro cognome, una parola che in inglese significa puritani, moralisti, di morigerati costumi, per nulla inclini a scandalizzare Questa strana coppia si trova sul palcoscenico di un teatro pieno di spettatori per inscenare, o vivere, il suo dramma, come in una seduta psicoanalitica collettiva, assecondando una non bene identificata forma di terapia.

Una drammaturgia di fulminante intelligenza parte dalle dinamiche abituali ed esilaranti della quotidianità per insinuarsi nelle pieghe sempre più profonde delle anime dei protagonisti. Il problema sessuale viene scandagliato davvero senza pudori e si mostra, ovviamente, un sintomo di ben più significative e rimosse esperienze. Il dialogo si scinde spesso in monologhi disgiunti in cui ogni membro della diade si confessa e rivela al pubblico le sue più recondite e inconsapevoli verità. Si affonda, così, in episodi inaspettati e remoti che affiorano dall’infanzia, in emozioni proibite e inconfessabili, in vicende secretate e perturbarti in cui malizia, perversione e turbamento si rincorrono. Il tono rimane tuttavia sempre all’insegna della leggerezza senza indulgere nella morbosità e quanto mai a distanza da ogni compiacimento. Gli interpreti sono ammalianti nel modulare continuamente le loro espressività, riuscendo a scatenare l’ilarità del pubblico almeno quanto sanno garantirsi la sua cosciente complicità.

Carlotta Proietti incarna, con dirompente autenticità, una donna alla disperata ricerca della sessualità, intesa come testimonianza e conferma dell’amore, mentre Gianluigi Fogacci si moltiplica nelle più sottili e convincenti sfumature di una virilità tormentata che soffre e fa soffrire. Alla fine, in realtà, un sentimento indissolubile sembra trionfare anche se molto diverso dalle aspettative e dalle esigenze di ciascuno. Lo spettacolo dura poco più di un’ora, senza mai un attimo di calo ritmico ed emozionale, coinvolgendo e sconvolgendo gli spettatori con proposte, soluzioni e riflessioni sempre inaspettate e tuttavia in grado di condurre a un’inquietante e per nulla catartica immedesimazione. Un appuntamento teatrale di rara qualità, pregnanza ed efficacia per il perfetto e armonioso equilibrio fra testo, recitazione e regia.