Francesco Alberoni: “Vi racconto i miei 40 anni di ricerca dell’amore”

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Francesco Alberoni, 89 anni, sociologo, scrittore, docente universitario, giornalista e intellettuale tra i più grandi in Italia: il professore si racconta a OFF.

Professore, lei si è laureato in Medicina, poi ha studiato Psichiatria, Psicologia e Psicanalisi. Com’è finito a fare il sociologo quindi?

Mi sono laureato in Medicina e specializzato in Psichiatria, sì: ma nella realtà dei fatti non ho mai fatto lo psichiatra. Nella mia vita ho fatto lo studioso a tutto tondo e sono arrivato alla Sociologia tramite la Psicologia. Pensi che quando ho iniziato io non esistevano ancora cattedre di Sociologia: diciamo che sono stato uno dei pionieri della disciplina a livello universitario in Italia.

A febbraio è uscito il suo nuovo libro, “Amore mio come sei cambiato”, scritto con la ricercatrice Cristina Cattaneo. Da dove nasce questa ricerca sull’amore?

La mia ricerca è nata esattamente quarant’anni fa con un libro di successo mondiale, Innamoramento e Amore (1979). Poi ho scritto altri libri per approfondire il fenomeno dell’innamoramento nella collettività e gli argomenti annessi. All’incirca tre anni fa Cristina Cattaneo è venuta da me per confrontare i suoi studi in Psicologia e Psicanalisi con la mia ricerca sull’innamoramento. Da quel confronto sono nati altri incontri, che hanno poi generato questo libro incentrato sui fenomeni amorosi più moderni.

Professore, lei ha detto di essere una persona “intuitiva”: cos’è l’intuito per lei?

Mi è capitato spesso di trovare soluzioni rapide e semplici a problemi molto complessi. Nel mio caso avere intuito significa “vedere la soluzione” che nessun altro riesce a trovare, come se mi fosse stata sussurrata all’orecchio.

Lei usa i social network?

Li ho usati per diverso tempo, collezionando platee di seguaci e presunti amici. Poi mi sono reso conto di quanto labili siano i rapporti sui social e di quanto manipolabili siano queste piattaforme.

Qual è il libro che le ha cambiato la vita?

Sicuramente l’Opera Omnia di Sigmund Freud, un libro che quando avevo vent’anni ho fatto molta fatica a leggere, ma che trovavo straordinario: pensavo fosse la soluzione a quasi tutti i problemi. Poi ho capito che il modello freudiano non era sufficiente a spiegare il tipo di fenomeni di cui mi occupavo io.

Professore, ci racconti un episodio OFF della sua vita…

I miei episodi OFF sono sempre stati degli incontri. L’incontro con una donna e l’innamoramento, per esempio, mi hanno aiutato in diverse occasioni a cambiare punto di vista sulla vita e i suoi misteri.

Un altro incontro decisivo per me, è stato quello con un importante editore. Prima di pubblicare Innamoramento e Amore, scrivevo per una piccola casa editrice e, probabilmente, se avessi pubblicato il libro con loro avrei venduto 2000 copie a dir tanto. Un incontro fortunoso e decisivo per la mia vita invece mi ha portato in una grande casa editrice che ha fatto diventare quel libro la mia fortuna, essendo poi stato tradotto in 30 lingue e diffuso in tutto il mondo.