“La scure e i sepolcri”, orrore ed eroismo decadenti

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Mai come in questo periodo assistiamo all’emergere di tutta una serie di volumi di pulp fiction, genere tanto denigrato dalla critica. In realtà, pare che vi sia una vera e propria rivoluzione nei confronti del mainstream da parte dei lettori “forti”, che non si accontentano di acquistare i libri più commerciali, ma ricercano tra le pubblicazioni delle piccole case editrici una narrativa diversa, le cui radici affondano nella letteratura popolare che andava per la maggiore sulle riviste americane degli anni ’30 del secolo scorso.

In questo ambito si segnala l’uscita de La scure e i sepolcri (Delos Digital, 2019, 69 pagine, € 2,99), antologia di racconti di sword and sorcery di Alessandro Forlani, curata da Giorgio Smojver e Alessandro Iascy. Si tratta di un’opera che si colloca all’interno del progetto Crypt Marauders Chronicles, un universo narrativo ideato da Lorenzo Davia e Forlani.

Le storie, autoconclusive, sono ambientate su Thanatolia, il Continente dei Morti, un’immensa necropoli immaginaria afflitta da gas venefici e gremita di non morti, di ghoul, di vampiri, di demoni, di ectoplasmi e di ogni sorta di mostruosità.

Sebbene la scienza sia sconosciuta e il livello tecnologico sia simile a quello antico/medievale del nostro mondo, sono presenti le armi da fuoco e vi sono taluni individui dotati di macchinari talmente avanzati da risultare inaccessibili anche per l’uomo moderno, come ad esempio alcuni computer capaci di trasferire l’anima di una persona da un corpo a un altro.

Il protagonista delle vicende è Malqvist, un barbaro armato di ascia che svolge la professione di guardia del corpo e di tombarolo, e che grazie alla sua possanza fisica e alla sua presenza di spirito riesce non solo a prevalere sui mostri che gli si parano dinanzi, ma anche a capire quando è il momento di fuggire.

Sebbene a volte compia azioni crudeli, Malqvist non può essere definito un bruto senz’anima, in quanto è dotato di un rude codice morale che gli impone di portare a termine un incarico che gli è stato assegnato, di non uccidere le donne e di non tradire gli amici. Pertanto, sotto questo punto di vista può ricordare il Conan di Robert E. Howard. A dispetto del Cimmero, però, il tombarolo è afflitto da tragedie passate, dall’assenza di una donna come compagna e dalla solitudine, il che lo rende un antieroe triste.

La scure e i sepolcri non ha solo il merito di riesumare la grande narrativa di sword and sorcery, ma ha soprattutto il grande pregio di coniugare l’avventura alla satira, l’esoterismo all’eroismo, l’introspezione psicologica all’orrore, in un’antologia che ci fa tornare alla mente il decadentismo di Clark Ashton Smith.

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