Forgiare il mito nell’oro: l’arte orafa di Tiziano Reversi

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Il mito greco forgiato nell'oro bianco

Il legame tra arte orafa e arte figurativa è sempre stato molto stretto, al punto da comportare, invero in epoca non remota, una massificazione sia dell’una che dell’altra espressione creativa.

Ciò non costituisce certo un “delitto”, ma sono del resto lontani i fasti di un tempo, quando il “fare” dell’artista spaziava tra i mezzi espressivi per conseguire quell’ideale solo apparentemente irraggiungibile con i limiti dell’esperienza sensibile: il Bello. Era il Rinascimento di Donatello, Benvenuto Cellini e Antonio Gentili, immensi pittori e scultori nonché valenti orafi.

E’ questo il presupposto del nuovo progetto di Tiziano Reversi, maestro gioielliere trentino, che in occasione dei suoi quarant’anni di ricerca ha realizzato (disegnandolo, studiandolo e infine forgiandolo) un anello, in oro bianco con ventisette diamanti, dal nome potentemente simbolico che riporta al mito: Ares.

Uno sguardo al passato, quello del maestro gioielliere, che in tal senso rende uniche le sue creazioni, proprio come un’opera o un capo di alta moda, col pregio di difendere la tradizione artigiana italiana di contro a una produzione ormai omologata e inflazionata.