In edicola il terzo numero di #CulturaIdentità

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Oggi, venerdì 5 aprile, in allegato gratuito al quotidiano Il Giornale, il terzo numero del mensile #CulturaIdentità. 32 pagine artisticamente e politicamente scorrettissime con le più prestigiose firme del panorama culturale italiano, da Pietrangelo Buttafuoco a Giordano Bruno Guerri, passando per Edoardo Sylos Labini, editore della testata, Alessandro Sansoni, Angelo Mellone, Diego Fusaro, Nuccio Bovalino, Alessandro Masi, Angelo Crespi, Nino Spirlì, Marcello De Angelis e Alessandro Meluzzi. Nel numero anche due inedite interviste al direttore di Tg2 Gennaro Sangiuliano e a uno dei più eclettici cantautori italiani, Enrico Ruggeri; inoltre un approfondimento sul tema Dio, Patria, Famiglia, argomento di grande attualità che è stato protagonista del dibattito pubblico degli ultimi giorni.

Il tema di questo mese è Italianizzare: favorire il ritorno in Patria degli intelletti italiani dispersi all’estero.

Questi sono i barconi che noi vogliamo: i barconi che portano a bordo gli exempla del genio italico, che fa tutt’uno col genius loci.

Sul barcone che vedete raffigurato, opera dei tipi di Ferrogallico, una casa editrice coraggiosa perché affronta con il linguaggio della graphic nove i temi gli argomenti i personaggi che hanno sempre trovato uno spazio ristretto nel “dibbattito” culturale italiano, si ergono i paradigmi umani, troppo umani, delle Lettere, della Filosofia, dell’Impresa d’Italia, di ogni epoca storica.

Non è la Nave dei Folli di Hieronymus Bosch, o forse anche sì, perché, Erasmo da Rotterdam ce l’insegna, solo i folli sono i capitani che fecero l’impresa. In questa immagine su cui campeggia l’imperativo-quasi-categorico Tornate in Patria, un imperativo rivolto a quei “cervelli” che hanno sempre, ahinoi e ahiloro, trovato miglior usbergo fuori dai confini patrii per veder realizzare le proprie aspirazioni e riconosciute le proprie competenze, in questa immagine dicevamo, a prua della nave il condottiero e scopritore di nuovi mondi Cristofo Colombo indica la via, mentre dietro a lui il padre della lingua italiana Dante Alighieri ficca lo sguardo nell’orizzonte dell’avvenire, con il genio multiforme Leonardo da Vinci, il Vate Gabriele d’Annunzio possessore di quel che donò e il motore elettico del Futurismo Filippo Tommaso Marinetti seguono con lo sguardo come se fossero in scia on gli occhi di Dante e Cristoforo Colombo nella direzione intrapresa da questi argonauti della conoscenza. Le mani appoggiate al bastingaggio di questa nave di eroi della cultura, Luigi Pirandello sembra dirci, a noi astati che da fuori guardiamo il loro navigare niente affatto periglioso e senza procella, “Così è se vi pare“, con accanto il corsaro “PPP“, Pier Paolo Pasolini in camicia rossa garibaldina, “rinnegato” quasi dai compagni suoi che sbagliarono, per aver visto anche nei poliziotti il proletariato surrettiziamente difeso a spada NON tratta dagli intellò italici. E alle sue spalle due altri maudit, uno più dell’altro invero: Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, il nostro teppista più amato della storia dell’arte occidentale e l’altro Michelangelo, Michelangelo-e-basta, il costruttore della fede per mezzo dell’arte, con in mezzo il patriota della musica Giuseppe Verdi, colui che morente in quel di Milano venne tributato dalla città con la pavimentazione delle strade con la paglia al fine di non disturbarne l’agonia. E su tutti, a poppa in posizione isomorfica rispetto al condottiero Cristoforo Colombo a prua, il Santo, Benedetto da Norcia, il monaco “dalla voce grande e dolce” che fece l’Europa che ora non c’è (più).

Come il film “Lamerica” di Gianni Amelio, questi argonauti della cultura sono tornati per ricordarci che al mondo noi siamo e saremo nei secoli “un popolo di poeti di artisti e di eroi/di santi di pensatori di scienziati”di navigatori di trasmigatori. Ecco, sono questi i barconi che noi vogliamo.

2 Commenti

  1. Vabbe´ad eccezione di pochi o di uno solo (Colombo) mi pare che tutti riposino in Patria. Dante nella Ravenna dell’esilio per essere ghibellino. Ecc.ecc. Colombo addirittura metá resti stanno in Ispagna e gli altri a Santo Domingo (Repubblica Dominicana ex Ispaniola).

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