Cartoline preziose dall’inquieta e fiera Tivoli

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Decantata da Orazio nei suoi Carmina, Tivoli è incastonata, inquieta e fiera, fra le pendici dei Monti tiburtini e le rive del fiume Aniene. Tibur Superbum la definisce Virgilio nel VII Libro delle Eneide, frase che campeggia ancora nello stemma della città, che si vanta di essere più antica di Roma, in quanto secondo lo storico Dionigi di Alicarnasso, sarebbe stata fondata dagli Aborigeni durante il rito della Primavera sacra.

Dopo essere stata sottomessa da Roma, con la Lex Iulia municipalis fu riconosciuta come municipio romano. Nella tarda età repubblicana, molti ricchi romani scelsero di farsi costruire proprio lì palazzi sontuosi, come testimoniano i numerosi resti.

Nel 1998 Villa Adriana diveniva Patrimonio Unesco. Seguiva la nomina nel 2001 di Villa D’Este. L’eccezionale Capitale d’Arte di cui siamo fieri, condivide questo primato planetario con la capitale della Cina, Pechino. Le uniche due città al mondo a possedere quindi due siti Unesco. Questo ci piace ancor di più ricordarlo in questi giorni che abbiamo appena salutato la visita del Presidente della Cina Xi Jinping che è intervenuto a Roma con la moglie Peng per una tre giorni di accordi politici con il nostro governo durante i quali sono state siglate dieci intese commerciali e 19 istituzionali.

Preziose cartoline dalla fiera e inquieta Tivoli

Dai porti all’energia, fino alla promozione dello stile di vita italiano a Pechino: sono stati toccati vari settori come il fisco, la salute, l’innovazione e la cultura. Il confronto Unesco che ha posto i due siti, l’italiano e il cinese già da tempo sull’altare della lista mondiale, sembra aver anticipato questa complicità fatta di grandi e buone idee italiane e di grande operatività cinese.

Pechino è stata scelta, nel 1987, per il Sito dell’Uomo di Zhoukoudian (o Choukotien), un sistema di grotte nel quale è stato scoperto il più antico esemplare di Homo Erectus. Nel 1998 è stata scelta per il Palazzo d’Estate, dimora imperiale, costellata di edifici, templi, giardini e padiglioni adagiati lungo corsi d’acqua.

A tramandare le storie, i racconti e le immagini dalle più antiche alle più recenti, attraverso fotografie, libri, testi brevi, saggi e soprattutto cartoline che edita e riedita cercando fondi fra chi ama la tradizione o mettendoli di tasca propria, è Tertulliano Bonamoneta. Custode, cultore e profondo amatore del territorio di Tivoli, appassionato di storia e a cui si deve la conservazione della sua memoria, perché lui stesso è memoria della città. Bonamoneta ha un trovato un modo unico per raccontare e diffonderne velocemente la storia: le cartoline illustrate. Un mezzo di comunicazione diretto, istantaneo, prezioso per la sua fattura, simbolico, che racchiude attimi di un passato e li regala con un linguaggio molto moderno, per chi non ha tempo ma vuol sapere, conoscere, sognare, ritrovare un po’ di sé.

Organizzando eventi con generosità ed instancabile frequenza, Bonamoneta diffonde la conoscenza della bella Città d’Arte a chi ancora non ne conosce bene la storia ed invoglia a saperne di più e ad amarla a scoprirne i più piccoli dettagli. Poi ti lascia il bel souvenir, una delle sue preziose cartoline d’epoca provenienti dalla pubblicazione della sua collezione di stampe antiche, una o due delle sue bellissime fotografie su cartoncini pregiati, con sfumature color seppia o in bianco e nero, che riportano alla mente i quadri della Tivoli di una volta, o le pitture di alcuni paesaggi di Ettore Roesler Franz, il pittore della Roma sparita, che ispirano la costruzione di suggestivi presepi che decorano musei, mostre, saloni e chiese tratti dai suoi splendidi acquerelli e la mettono a confronto con quella che è oggi, sempre bellissima.

Tivoli ispirò imperatori a farsi costruire le proprie residenze reali, così anche governatori, cardinali, ricchi antichi (e recenti) romani. Papa Gregorio XVI volle a tutti i costi una residenza lì ed ecco che Villa Gregoriana fu allestita per lui, con una cascata al suo interno e un giardino sublime a cui si ispiravano i romantici dell’800. Per questa Villa e per il Tempio della Sibilla si è tentata un’altra candidatura nel 2003 al patrimonio Unesco, tra l’altro, ma è stata rifiutata. Tre siti poi diventavano un po troppi. Superbi si, ma poi ci saremmo montati un po la testa.

Gruss aus Tivoli, Saluti da Tivoli.
@vanessaseffer