Giuseppe Ciracì, pittura e collage per dipingere il tempo

0
933
Giuseppe Ciracì, pittura e collage per il colore del tempo
Il libro La natura e il paesaggio nella pittura italiana con una pagina esposta per tre mesi alle intemperie

Tutto nasce da un volume d’arte (La natura e il paesaggio nella pittura italiana) dimenticato in Puglia dopo un viaggio a Milano. Ed è proprio grazie a lui che è nata la mostra di Giuseppe Ciracì, Il colore del tempo, curata da Michele Tavola, in programma alla Kyro Art Gallery di Pietrasanta fino al 23 aprile.

Il libro è anche concretamente presente in queste opere polimateriche, che uniscono la pittura al collage. Si tratta di un omaggio al passato e ai grandi Maestri, che Giuseppe Ciracì rielabora alla sua maniera, dando quel tocco indispensabile perché queste tele e carte risultino originali e contemporanee.

Prendiamo per fare un esempio l’opera Deposizione, dove troviamo due pagine del libro che rappresentano la Deposizione di Tiziano – dalle quali fuoriesce un braccio, disegno dell’autore, con una mano che tiene un fazzoletto bianco. In questo modo la tradizione e la modernità si trovano in connubio e l’Artista entra in contatto con gli antichi Maestri, grazie a quella mano, che diventa un vero e proprio leitmotiv del percorso, la quale s’insinua all’interno delle pagine (qui e in tutti gli altri lavori), come se il presente venisse in contatto con il passato. Qual è “il colore del tempo”? A quanto pare per Ciracì è l’azzurro, se la cromia è la principale di questo iter artistico: una tinta che ci dà allo stesso tempo la sensazione della pace e della serenità e che nello stesso frangente ci dà l’idea di quel fluire e di quel divenire intrinseco di questo colore, perché quello acquatico del fiume.

Si tratta di lavori pittorici in cui Giuseppe Ciracì ripropone il ciclo di disegni Azzurro cielo, creati tra il 2017 e il 2018. Queste pagine incollate sulla tela, prima di essere utilizzate, sono state sottoposte alle intemperie naturali: la Natura entra così attivamente nell’opera d’arte, valorizzando ancora maggiormente quella concezione del tempo, fondamentale per questa mostra, che pone insieme passato, presente, futuro.

L’esposizione si palesa come l’occasione per conoscere la poetica di Giuseppe Ciracì e per comprendere come un objet trouvé, qual è il libro di storia dell’arte, possa rivelarsi fonte d’ispirazione, e concreto materiale di realizzazione, per un percorso in grado di mettere insieme il lavoro degli antichi Maestri e la mano, nel reale senso letterale, del pittore pugliese.