“Iperborea” di Nicola Lombardi, luoghi terrificanti che portano alla follia

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Nicola Lombardi è conosciuto come uno dei più importanti autori di letteratura fantastica del nostro Paese e tra le sue numerose pubblicazioni può annoverare anche i romanzi tratti dai film di Dario Argento Profondo Rosso e Suspiria, scritti per la Newton & Compton, e la traduzione per il mercato italiano delle opere di Frank B. Long, Immanuel Velikowsky, Seabury Quinn, Charlee Jacob, Jack Ketchum e Edward Lee.

Recentemente l’autore ha pubblicato Iperborea. Oscuri Canti (Italian Sword&Sorcery Books, 2019, 173 pagine, 4,99 euro), un’antologia di racconti sword and sorcery con profonde contaminazioni orrorifiche in cui si occupa di indagare nei meandri delle paure dell’uomo, mettendo in scena i misteri orribili della natura e dell’universo.

Ed è proprio H.P. Lovecraft ad affermare che: «Il più antico e intenso sentimento umano è la paura, e il genere di paura più antico e potente è il terrore dell’ignoto. Ben pochi psicologi contesteranno questi dati di fatto, e la loro riconosciuta verità deve costituire una volta per tutte la genuinità e dignità del racconto dell’orrore sovrannaturale come forma letteraria.»

Secondo il Solitario di Providence leggendo il weird si ha l’[…]: «Impressione di una sospensione delle leggi di natura o la presenza di mondi o forze invisibili a portata di mano.»

L’Iperborea di Nicola Lombardi segue questo filone in quanto non è la terra felice descritta da Erodoto, ma una landa glaciale brulicante di fiere immonde e di esseri infernali che potrebbero fare concorrenza a quelli inseriti nei libri di demonologia e nei bestiari medievali di cui ci parla Jurgis Baltrušaitis. Questo territorio inoltre non è dominato da nerboruti guerrieri, ma da stregoni (e streghe), versati in ancestrali conoscenze magiche in grado di garantire loro il potere assoluto.

Ognuno dei racconti dell’antologia in esame presenta la descrizione di luoghi terrificanti che possono indurre alla follia, o peggio ancora alla morte, coloro che vi si addentrano.

Spicca su tutti la Grotta nella Piana Grigia dove dimora Arpheg-Hor, il sommo dio-ragno che rapisce la principessa Laghmira e che si manifesta sulla Terra creando uno squarcio dimensionale. Balza poi alla mente la Torre Rossa costruita da Shalk-Areen, strega immortale, al cui interno sono presenti immani ricchezze e le ancestrali conoscenze che possono permettere all’uomo di assurgere al rango divino; mentre un altro elemento interessante è quello del mare, vero e proprio luogo abitato da divinità blasfeme come Batramalek, bramose di divorare uomini con subdoli espedienti.

Pertanto possiamo affermare a buon diritto che Nicola Lombardi, decano della narrativa dell’immaginario, in Iperborea. Oscuri Canti si dimostra un maestro nella narrativa di fantasia eroica con contaminazioni weird e con ambientazione preistorica.