“La notte è piccola per noi”, in quella sala da ballo che non invecchia mai…

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Una pista da ballo grande come un campo di calcetto, una band che improvvisa musica pop anni ’70 e ’80, un esercito danzante che avanza, retrocede, piroetta, (quasi) in sincrono. 

Dress code libero, dai jeans al lamé, facce di ogni età, qualcuna ritoccata, espressioni divertite, tragiche, sensuali o afflitte da pesi che per una sera verranno provvisoriamente accantonati. Cosmesi coraggiose, zigomi glitterati, capelli fonati, camicie dai colli spericolati, scollature ammiccanti, sederi che sanno di essere guardati, tacchi sottili, accessori alla moda, non necessariamente quella attuale.

E’ una delle prime immagini che restano impresse guardando il film La notte è piccola per noi, di Gianfrancesco Lazotti nelle sale dal 14 marzo. Non un film in costume o nostalgico, ma un racconto di incredibile attualità. Le balere sembra siano l’unica impresa in Italia che non è stata attraversata dalla crisi.

“In sala si comunica poco a voce. La parola più che altro è al corpo e alla musica. Eppure si tratta di linguaggi piuttosto precisi; le persone si incontrano, si riconoscono, si valutano, si scelgono o si respingono seguendo codici visivi e segnali che difficilmente vengono fraintesi. Nonostante questa trasversalità di età e di livelli sociali tutto riesce a stare insieme naturalmente, come se ci fosse un patto di solidarietà che vincola chi frequenta quello spazio”,  ci dice il regista, che in questo film intreccia diverse storie interpretate da un gruppo di attori di tutto rispetto.

Cristiana Capotondi è una cameriera che dispensa filosofia, Thony è la cantante condannata ad essere desiderata dall’uomo sbagliato, Philippe Leroy è un vecchio innamorato e geloso di Alessandra Panaro, una vecchia  a cui piace civettare coi maschi, Michela Andreozzi una milf che ha accettato un appuntamento al buio, Andrea Sartoretti un ex pugile devoto, Teresa Mannino una professoressa che assaggia il sapore della libertà, Giselda Volodi una donna che ha paura della felicità, solo per citarne alcuni. Personaggi che si incrociano, si sfiorano, si saluteranno a fine serata e noi delle loro vite, del prima e del dopo balera, possiamo solo fare deduzioni.

La sala da ballo è un luogo che non invecchia mai perché non concede nulla alla provvisorietà delle mode. La sala non fa tendenza  e quindi non esclude nessuno, non ci sono obblighi formali e nemmeno zone vip, e se non sai ballare fa lo stesso. Dev’essere questa la ragione per cui ogni sabato sera tre o quattrocento persone fanno la fila per entrare…

In effetti La Balera non è un ambiente molto sfruttato dal cinema. Viene in mente un film degli anni ’80 di Scola, Ballando Ballando, che però era una piece teatrale adattata al cinema in cui si raccontavano 60 anni di storia francese e con il film di Lazotti ha poco in comune.

La notte è piccola per noi è una commedia che racconta storie di donne e uomini di questo tempo, una galleria di ritratti dentro i quali ritrovare una parte di noi stessi.