Lyke Wake, tra arte oscura, coerenza e isolazionismo

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Lyke Wake, tra arte oscura, coerenza e isolazionismo

Lyke Wake (nome d’arte di Stefano Di Serio) ha iniziato la propria attività nel 1981 muovendosi all’interno dell’universo della musica industriale, ambient, noise e isolazionista, con influenze krautrock. Nel decennio degli anni 80 ha prodotto oltre una decina di album in studio su cassetta, due live, numerose partecipazioni a compilations e uno split LP con i Nightmare Lodge per la prestigiosa etichetta italiana Minus Habens.

Nel 1990 ha sospeso la propria attività per riprenderla, dopo 20 anni, nel 2010. Da questo punto parte la sua seconda era, che vede un progressivo intensificarsi dei suoi lavori: prende forma la stampa su cd del vecchio tape The Long Last Dream, la partecipazione alla sesta edizione del Destination Morgue (il festival della musica industriale italiana) e la produzione degli album principali della seconda era Lyke Wake. 

Dapprima The Black Light (2013) e The Dark After Dark (2014), e a seguire gli ultimi tre album, che fanno parte della trilogia Symphonic Noise: Fall Of The Corrupt (2015), Testament Of Pain (2016) e CRAWLING THROUGH THE ABYSS OF PAIN / SYMPHONIC NOISE (2018).

Particolarmente significativa la recente collaborazione con l’etichetta BeTon che ha valorizzato parecchie delle opere della storia del musicista romano rilasciando edizioni limitate e curate. Nonostante l’inevitabile evoluzione in quasi 40 anni di attività, il progetto Lyke Wake – uno dei più coerenti con la propria identità nell’intero panorama musicale italiano – è sempre lo stesso: “Il disagio di chi si trova in un mondo non suo sapendo che il proprio non esiste” è ciò che identifica il suo universo.

Lyke Wake, tra arte oscura, coerenza e isolazionismo

La musica come modo di espressione e di rappresentazione del mondo interiore, psichico. Lyke Wake suona quello che è. E così solitudine, sofferenza e dolore sono sempre centrali nella sua musica; nessun modello al quale ispirarsi ma solo la ricerca del suono personale. E’ stato così agli inizi ed è così ancora oggi.

Nello split con i Nightmare Lodge si legge: “attraverso i propri rumori, solo apparentemente destrutturati, ma che seguono invece l’unico ordine possibile, costituisce un universo isolato ed inarrivabile, lontano da quel mondo che rifiuta, inavvicinabile dall’umanità turpe e malata”. I lavori degli anni 80 erano caratterizzati dall’utilizzo massiccio di suoni molto ruvidi, quasi sempre su una base di tastiere; poi i synth hanno sostituito tutte le altre sonorità, sono scomparse le parti ritmiche e la presenza di una linea melodica è diventata fondamentale.

Se ora la musica è un’unione di suoni morbidi e ruvidi, gli elementi fondamentali dell’universo Lyke Wake, quel disagio profondo e totale, sono sempre gli stessi e facilmente riconoscibili; una sorta di marchio di fabbrica. Le modalità espressive col tempo sono mutate ma la sostanza è rimasta la stessa; qui non c’è spazio per la luce e dopo il buio non c’è che il buio.

Gli ultimi tre lavori della trilogia Symphonic Noise sono caratterizzati da una forte componente sinfonica e solenne; sempre fuori dal tempo, sempre sotto la luce nera.

Potete ascoltare alcuni dei lavori di Lyke Wake sulla piattaforma multicanale di Dots Unlimited Radio, in streaming sul sito www.duradio.net.