Il bambino e il Carabiniere, i nostri nuovi eroi

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Foto da Facebook di Marco Cella

Sembra una scena del film Una 44 Magnum per l’Ispettore Callaghan, ma ahinoi è accaduto realmente. E c’è anche l'”ispettore Callaghan”. Oggi a Milano un 47enne di origini senegalesi con precedenti penali dirotta un autobus di studenti e poi gli dà fuoco: nessun ferito, per fortuna e grazie alla prontezza e al coraggio di un Carabiniere di cui vi parleremo fra poco, ma ai ragazzini il dirottatore (Ousseynou Sy, questo il suo nome) aveva urlato: “Non si salverà nessuno!“.

E’ successo a San Donato, alle porte di Milano. Il senegalese, con precedenti per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale, minaccia di uccidersi: “Voglio farla finita, vanno fermate le morti nel Mediterraneo” (e torneremo anche su questo, alla fine).

A bordo dell’autobus 51 ragazzini della scuola media Vailati di Crema, con le loro insegnanti. Una ragazzina che era sul bus sequestrato da Ousseynou Sy ha raccontato: “Ci ha preso i telefoni ma un compagno è riuscito a tenerlo“. Ed è stato grazie al provvidenziale salvataggio del cellulare di questo piccolo eroe che è stato possibile, per i genitori del ragazzin o, chiamare immediatamente i Carabinieri. Grazie all’intervento dell’Arma gli scolari restano illesi, ma l’uomo tenta prima la fuga in autobus trascinando uno dei carabinieri, rimasto aggrappato al mezzo. L’autista, infatti, sperona la gazzella dei Carabinieri, che intanto riescono a spaccare i vetri posteriori del bus facendo scendere i ragazzi, mentre lui dà fuoco al mezzo: i Carabinieri provano a tagliare la strada all’autobus per bloccarlo sulla carreggiata, il senegalese sperona la Gazzella e la trascina per diversi metri, poi si ferma a causa del traffico, uno dei carabinieri scende dall’auto tamponata e raggiunge il mezzo, si fionda sul lato posteriore dell’autobus, spacca con le mani il vetro e riesce a far scendere i ragazzini a bordo del bus. All’interno le fiamme stanno già divampando. Il militare, che rimane ferito alle mani, ha salvato decine di vite.

Guarda il video dei momenti salienti dell’attacco allo scuolabus sulla Paullese. L’intervento dei carabinieri e lo speronamento delle gazzelle da parte dell’autista senegalese

Non conosciamo, al momento, l’identità di questo carabiniere, di questo “sbirro”, come gli “antagonisti” definiscono con sprezzo criminale le Forze dell’Ordine, ma sappiamo che per noi invece i Carabinieri sono degli eroi, come dimostra, qualora ve ne fosse il bisogno, questo drammatico fatto di cronaca che ha superato la fantasia. Riconoscere l’eroismo dei Carabinieri è un valore in sè, non una celebrazione. Gli eroi non sono solamente le medaglie d’oro, o comunque i decorati, ma tutti coloro che si distinguono, nell’assolvimento dei loro compiti, con atti di quotidiano valore a beneficio dei cittadini, come in questo drammatico caso di cronaca.

Cronaca nella cronaca: l’ex no global Luca Casarini, tornato in auge ieri per il caos-caso della nave Mar Jonio, aveva aperto tempo fa una trattoria e l’aveva chiamata “Allo sbirro morto”. Ecco, noi sappiamo da che parte stare.

Post scriptum: in questa notizia di cronaca abbiamo un secondo eroe: qul ragazzino che, riuscendo a non farsi strapare il cellulare di mano, era riuscito ad allertare i propri genitori