Quel viaggio occulto in Atlantide di Mr. Crowley…

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Quel viaggio occulto in Atlantide di Mr. Crowley...
Léon Bakst [Public domain]

Atlantide è il continente perduto che suscita il maggior interesse tra gli appassionati e gli addetti ai lavori della narrativa dell’immaginario, tanto che sul tema sono stati scritti migliaia di contributi tra libri e articoli, che originano tutti dal Crizia di Platone.

Il filosofo greco ci presenta il mito di Atlantide, dicendoci che si tratta di un’isola la cui estensione è superiore a quella della Libia e dell’Asia e che si ritiene sia collocata oltre le Colonne d’Eracle. Durante la cosmogonica spartizione della Terra da parte degli dèi, Atlantide viene assegnata a Poseidone che, giunto sul luogo, concupisce Clito e con lei genera cinque coppie di figli maschi. Successivamente il nume abbellisce Atlantide ed erige nel suo centro, su una montagna, delle fortificazioni che la rendono forte, opulenta e ben difesa dagli attacchi dei nemici, fino a quando la schiatta di Poseidone diventa laida e bramosa di potere e Zeus, accorgendosi della degenerazione degli Atlantidei, decide di punirli.

Sul versante dello sword and sorcery, il primo autore ad adottare questo setting è stato Robert E. Howard con Kull di Valusia, seguito a ruota da Henry Kuttner con Elak di Atlantide e da Clark Ashton Smith con Poseidonis. In Italia si sono cimentati in questo esercizio letterario Daniele Masuino con Atlantide e, più recentemente, Lorenzo Camerini e Andrea Gualchierotti con il dittico: Gli Eredi di Atlantide e Le guerre delle piramidi.

Anche Aleister Crowley, noto esoterista e scrittore britannico, ci ha fornito un contributo sul tema con Atlantis, the Lost Continent (1913), volume che recentemente è stato pubblicato con il titolo Atlantide. Rapporto dal grande continente perduto (Melchisedek Edizioni, 2019, p. 90, 10,20 euro). L’autore asserisce di aver ricevuto le conoscenze occulte necessarie a permettergli di trasmutarsi in una farfalla e di retrocedere al tempo in cui il mitico continente perduto era ancora florido.

A tutta prima Crowley chiarisce che il vero nome dell’arcipelago è Atlante. Successivamente non solo ce ne presenta geografia, ma ci parla anche dettagliatamente della fauna e della flora locali. L’elemento che colpisce maggiormente è la forma di governo, che risulta una vera e propria distopia: la popolazione viene infatti severamente divisa in caste e sono previsti sacrifici umani. La medicina è sconosciuta e i servi sono obbligati a lavori forzati, privati della facoltà di accedere all’istruzione e i rapporti sessuali sono loro vietati. Chi trasgredisce viene inviato nelle miniere di fosforo dove lo attende una rapida morte.

Per converso, il gruppo dominante vive in maniera agiata sulla cima delle montagne. Essa si differenzia dai servi anche sotto un profilo meramente fisico, in quanto dotata di una muscolatura enorme e di una forza prodigiosa. In questo contesto opera inoltre la magia e sono presenti anche taluni strumenti bellici anacronistici come i sottomarini e i bombardieri.

Atlantide costituisce un ottimo esempio di fantasy alternativo a quello che ci propone il mercato odierno, che fonde in maniera perfetta il retrofuturismo, il fantastico, il weird e la satira sociale, strizzando l’occhio alla pulp fiction di Weird Tales.