Il grande ritorno di Piotta: “Maledetti quegli anni ’90”..

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Lo Sturm und Drang nel nuovo album di Piotta

Interno 7 è l’ultimo album del rapper romano Piotta, pubblicato lo scorso settembre per la sua etichetta indipendente La Grande Onda. Per il nono capitolo della sua carriera discografica Tommaso Zanello, questo il vero nome dell’artista, ha deciso di pubblicare  un concept sul tempo, la memoria, i ricordi, come quelli custoditi nella vecchia casa di famiglia, nei cassetti della stanza dove è cresciuto, in quell’Interno 7 che dà il titolo al disco. A Pochi giorni dalla pubblicazione dell’ultimo singolo Ma la vita e in attesa del tour estivo Piotta si racconta a Il Giornale OFF.

A quasi sei mesi dall’uscita del suo nono album Interno 7, ci può fare un bilancio?
Bilancio molto positivo. Tanti commenti positivi sia sull’album sia sulla prima parte del tour, quella invernale. La percezione, anche da parte del pubblico generalista, di essere un cantautore che cerca sempre di stare un passo avanti rispetto a se stesso e al suo tempo, evitando rincorse discutibili e banali ai giovanilismi del genere.

Qualcuno ha detto che questo è il nono album di Piotta ma il primo di Tommaso…
E ha detto bene. Questo è l’album più intimo, profondo ed emozionale che io abbia mai scritto e composto. Dentro Interno 7 mi sono messo a nudo, proprio come in quell’appartamento dove sono cresciuto da piccolo e dove ho vissuto tantissime esperienze. La passione per la musica, i primi scratch come DJ, i primi vinili, i primi amori, le prime delusioni, le prime vittorie, i grandi sogni.

L’ultimo singolo “Ma La Vita” sembra proprio una sintesi delle atmosfere dell’album
Credo che rappresenti una sintesi della vita in genere, soprattutto per chi comincia ad avere un percorso lungo. Un percorso che ti pone al centro della sala, tra proiettore e proiezione. Le ombre si fanno meno lunghe, così come le estati spensierate davanti a noi rispetto a quelle già passate, come canto nel brano Maledetti quegli anni ’90

Quali erano i suoi ascolti durante la fase di scrittura e di lavorazione del disco?
Di solito sono tantissimi i dischi che ascolto tra un album ed un altro, stavolta pochi, molto pochi. Ho ascoltato soprattutto i miei silenzi e il silenzio di quell’appartamento ogni giorno sempre più vuoto. Ho spezzato il silenzio solo con qualche vecchio vinile ritrovato, soprattutto i cantautori, su tutti Ivano Fossati.

In futuro potrebbero tornare anche quei singoli del tipico Piotta più funk e ironico?
Chi può dirlo? Non voglio essere un piccolo Piottadamus e rispondo che l’unica cosa che so da vent’anni che faccio musica, è che non riesco a fare dischi a tavolino! Non so programmare la creatività, mi piace sia istintiva e impetuosa. Mi piace infatti che Interno 7 sia un album così profondamente sturm und drang.

Tre album lo scorso autunno di tre formazioni rap romane storiche (Piotta, Colle der Fomento, Cor Veleno NdA): è un caso o vi siete messi d’accordo?
Sembra assurdo ma è un caso. Ci sentiamo, parliamo di vita e di musica ma raramente della nostra musica, credo che abbiamo portato il rapporto ad un livello di affetto che va oltre a confronti musicali e lontanissimo da quella competizione che potevamo avere da ventenni. È davvero solo amore se amore sai dare come direbbe il Colle. 

Vede delle affinità  tra la recente new wave indie romana come Calcutta, I Cani, The Giornalisti e la scena Hip-Hop romana di metà Anni ’90?
In realtà non la vedo nemmeno tra questi nomi. Sento la genesi di un progetto come I Cani lontana dai The Giornalisti. Detto questo sono tutti nomi che apprezzo e ai quali aggiungo Franco 126, Coez, Carl Brave, solo per rimanere a Roma.

Data la sua forte amicizia con Primo Brown, cosa direbbe oggi della scena italiana?
Chi può saperlo. Forse farebbe quello ha sempre fatto, collaborerebbe con tanti di loro, così come fece con Gemitaiz, Nayt, Briga, Canesecco, solo per citarne alcuni.

Che tipo di show porterà in giro per l’Italia a partire dal prossimo 13 aprile?
Uno show che nel raccontare Interno 7 racconta vent’anni di musica, mia e degli amici con cui anni fa cominciammo questa pazza avventura musicale. Eravamo dei visionari, ma avevamo ragione noi, l’Hip-Hop poteva essere sulla bocca di tutti. Aggiungo, provocatoriamente, che tutti i giovani rapper dovrebbero pagarci delle royalties cadauno per il fatto di avergli spianato il terreno. Peccato che a volte l’Hip-Hop di massa contempli, come ogni cosa che diviene di massa, talune discutibili banalità. Lo scopo dovrebbe rimanere quello alzare il livello, non di abbassarlo al gossip.  

Come ha risposto il pubblico nella prima parte del tour? Vede delle differenze tra le città?
Molto bene. Non vedo sostanziali differenze eccetto per il fatto che come sempre la città dove sono più ascoltato è Milano, dati Spotify, cui segue Roma.

Che rapporto ha con i social?
Di servizio. Cerco di dominarli e di non esserne soggiogato. La battaglia è ardua ed ìmpari, ma tutto sommato possibile per la mia generazione. Diciamo che, pur usandoli spesso, preferisco ancora una bella stretta di mano faccia a faccia.

Piotta sarà in tour con la band a partire dal 13 aprile, ecco le nuove date di “Interno 7” tour:
sabato 13 aprile – Milano – SPA Leoncavallo
venerdì 19 aprile – Torino – CSA Murazzi
giovedì 25 aprile – Fornacette (PI) – Festa del 25 aprile  
mercoledì 1 maggio – Poetto      (CA) – Festa del 1 maggio            
domenica 19 maggio – Bassano del Grappa (VI) – Ama Sea Shepherd Music For The Ocean
domenica 2 giugno – Tolentino (MC) – Strike Up Festival
sabato 22 giugno – La Spezia – Palco della Musica Giardini Pubblici
sabato 29 giugno – Nomi (TN) – Nomi on the Rock            
domenica 14 luglio – Fiorano Modenese (MO) – Fiorachella Festival  
giovedì 18 luglio – Inveruno (MI) – Rockantina   
sabato 24 agosto – Pordenone  – Festa in Piassa