Quel corporativismo che piaceva tanto agli americani

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Quel corporativismo che piaceva tanto agli americani
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Cosa è la Terza Via Italiana? Iniziato il terzo millennio in una crisi economica senza fine, dove nuove prospettive geopolitiche si affacciano sul futuro e il sistema capitalista basato sul consumismo sembra sia in difficoltà, ecco uno studio approfondito e corposo di Francesco Carlesi sul corporativismo (La terza via italiana: Storia di un modello sociale, Castelvecchi, 2018, 182 pagine).

Partendo dall’analisi della proposta del regime fascista che voleva affermare un modello alternativo sia al comunismo che al capitalismo, attraverso la collaborazione di classe e la programmazione economica, Francesco Carlesi ne espone i risultati significativi sul piano dello Stato sociale, della contrattazione collettiva e dello sviluppo industriale (nel 1934 le creazione delle Corporazioni e nel 1939 la Camera dei Fasci e delle Corporazioni).

L’importanza di quel periodo è ben definita da quanto ha affermato Sabino Cassese: «Si pensi alla continuità tra alcune affermazioni del Codice Civile del 1942 (e della stessa Carta del Lavoro del 1927) e talune disposizioni della Costituzione (ad esempio, quelle in tema di proprietà e iniziativa economica); si pensi alla proposta fatta da un sindacalista socialista, nel dopoguerra, di mantenere in vita le Corporazioni, democratizzandole; si pensi alla continuità costituita dal permanere in vita di tanta parte della legislazione del periodo 1930–1940, spesso costituita da norme che erano il frutto del naturale processo di adeguamento delle istituzioni al mutare delle condizioni economiche e sociali».

L’idea corporativa, con tutte le sue fragilità, contraddizioni e sfaccettature, permise a molti economisti e intellettuali di recitare un ruolo all’interno della stagione di più intenso ripensamento delle teorie economiche classiche a livello internazionale. Sono gli anni di Keynes, del «piano», dei decisi interventi pubblici in economia per combattere la crisi. Al corporativismo guardano non solo i regimi dittatoriali, ma anche Roosevelt e i tecnici del New Deal.

Un dibattito per certi versi ancora attuale. L’economia corporativa aveva lo scopo di realizzare la collaborazione e il superamento delle classi in una visione di potenza di stato, il deciso intervento di esso attraverso istituti come l’Iri e l’Agip diedero molteplici vantaggi.

Il corporativismo, con tutti i suoi limiti ancora al centro del dibattito storiografico, ebbe riscontri significativi con l’Eni di Mattei e l’Olivetti.

Dopo un’attenta analisi storica ed economica di Francesco Carlesi si comprende come la terza via possa essere ancora attuale.

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Fabrizio Fratus
Ha contribuito allo sviluppo di un dibattito scientifico e letterario sul neodarwinismo e la pornografia sviluppando diversi concetti antimodernisti e a favore dell’ideologia comunitarista basato sull’idea di un ritorno ad una vita sociale di tipo organicista in opposizione al modello dominante dell’individualismo, contribuisce a sviluppare un nuovo paradigma di vita comunitaria grazie alla decrescita felice, all’economia dell’autoconsumo partendo dal pensiero aristotelico in cui la famiglia è il centro della comunità. Si oppone fortemente al consumismo e al modello capitalista di tipo anglosassone. Convinto che presto vi sarà un ritorno al valore della famiglia naturale e alla vita comunitaria a causa della fine del ciclo economico denominato post-industriale. Sia la visione antidarwinista come quella sulla pornografia sono interpretazione per cui l’uomo viene condotto a una vita di tipo individualistica ed egoistica assolutamente da rigettare.

1 commento

  1. ah beh..a Trumpinette sarebbe sicuramente piaciuto..visto i problemi che ha con i deputati..le camere..e la giustizia…

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