Exempla, musica aperta sull’Infinito

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Exempla, rock melodico molto inglese ma italianissimo e dalle sonorità limpide. I formidabili anni Ottanta ancorati al presente e proiettati nel futuro. Nel mondo e oltre, verso il Mistero e l’Infinito.

In uno scenario musicale italiano dominato da musica per orecchie grosse, com’è riuscire a imporsi suonando un genere musicale come il vostro?

Gli Exempla sono nati come un progetto alternativo allo scenario musicale dominante. Tale scenario, in Italia, è la conseguenza delle politiche della cultura. Le case discografiche fanno chiasso, ma non incentivano la qualità. Preferiscono investire sulle passerelle dei personaggi preparati e cotti in televisione. L’opinione pubblica? Si sa, è mediocre. Anche se la colpa non è da attribuire al pubblico, o soltanto alle case discografiche. Ma, soprattutto, agli artisti la cui creatività è lasciata alla superficialità e all’impoverimento. La musica è trattata alla stregua di qualsiasi format televisivo, come “ I pacchi” dove ciò che conta è la gara e il montepremi. Per quanto ci riguarda, noi amiamo creare, sperimentare e suonare, prima dei soldi e del successo ad ogni costo. Chi ama viaggiare con la mente dentro la musica entra dentro il nostro rock sognante per gustarne le creative e originali sonorità, frutto di grande impegno artistico.

Perché il cantato in Inglese e non in Italiano?

L’inglese è una lingua molto musicale. E ognuno di noi viene dall’ascolto della musica d’Oltremanica. Questo fatto, però, non limita la creatività ma, piuttosto, la espande. Abbiamo scelto l’inglese per dare il giusto risalto alla musica. Molto della produzione artistica attuale esalta la parola fino ad asfissiare totalmente la musica. Siamo abituati a non farci caso, ma non c’è più spazio per sentire, suonare la musica e gustare pulsanti e trascinanti “groove.” Diversi artisti, anche talentuosi, sono nevrotici e logorroici. Sembrano presi da eccitamento a parlare più che a cantare. E anche dove il canto è preferito, risulta eccessivo e mortificante per la musica. La musica dov’è? Non emerge. Scompare sotto valanghe di parole. Noi facciamo respirare e pulsare la musica. Ecco la differenza. E’ una scelta di stile. Comunque, questo stile lo conserviamo anche quando nei live suoniamo versioni in italiano dei brani. Nel prossimo album, che già stiamo lavorando, abbiamo contemplato brani in italiano. Sarà una sorpresa.

Chi scrive i testi e chi la musica?

La musica la lavoriamo insieme. Si portano le idee e, durante i lavori in sala, si elaborano. Soprattutto a partire da un giro di basso, o da un riff di chitarra, o da una base di tastiere. I testi vengono pensati successivamente, quando Marta, imbevuta delle sonorità, pensa le parole che esprimeranno meglio il pezzo.

L’accoglienza dell’album: come procede? Prossimi concerti?

L’album è in distribuzione nei negozi. Ed è accolto dalle radio con curiosità e grande interesse. Le date sono da fissare e possono essere trovate a breve nel nostro sito. Possiamo anticipare i nomi di alcune città dove continueremo ad esibire il nostro Rock: Milano, Roma, Pavia, Arezzo, Bologna, Bracciano, Vasto, Scanno, Isola dell’Iri, Catania. Seguiteci sui social e saprete presto le date.

Marta, in una tua intervista ho letto quanto segue: “pur facendo musica che non assomiglia affatto ai canti gregoriani, c’è un passato fatto di misticismo”. Vuoi parlarci di questo aspetto mistico della vostra musica? E’ connesso alla scelta del nome del gruppo, Exempla in latino?

Veramente più che gregoriano ho cantato jazz in un’orchestra. Quanto al misticismo, non ricordo di avere usato questa espressione. Il misticismo mi riporta alla mente qualcosa di vago, di confuso, di eclettico che non mi appartiene. Diversamente, è l’esperienza mistica come verità. Mi riferisco al mistero che percepisco dentro di me. L’amore lo sento, lo percepisco, anche se non lo vedo in se stesso. Chi ha mai visto l’amore in se stesso? Ma tutti lo sentono dentro. E’ questo sentire mi apre alla consapevolezza che porto dentro di me qualcosa di spirituale, qualcosa che la morte non può ghermire e che chiamo “anima” o “spirito”. Sono consapevole di un mondo che si estende fuori di me e un altro mondo che si estende dentro di me. Certamente il mondo che si estende dentro di me ispira ogni giorno le canzoni che scrivo. La nostra musica, mentre parla del mondo, non si chiude in esso, ma si apre come una finestra sull’Infinito, sul Mistero. La scelta del nome latino Exempla che significa “Esempi”, non è connesso alla mia personale esperienza. Ha però un diretto riferimento ai modelli creativi, ai prototipi originali della buona musica e del pensiero positivo.

Il parlato in Here is my secret mi ricorda un brano molto eccentrico degli Aerosmith (The Movie), questo a dimostrazione di come l’ascoltatore di Precious possa spaziare fra i territori. Ma quali sono le vostre influenze?

“Here is my secret”, quanto al testo, è veramente mistico: “Il bambino ha messo via i suoi giochi. Tu puoi essere bambino ed essere saggio. Scendi giù dal trespolo prima di cadere.” L’uomo cresciuto scende dal proprio orgoglio. Per questo brano, dal punto di vista non dello stile o del genere, ma piuttosto delle sonorità, ci siamo ispirati ai suoni elettrici e tecno-rock di “A valid path” di Alan Parson. Per quanto riguarda l’intero album, risente delle influenze di diversi artisti. Abbiamo messo da parte preziosi tesori. Per citarne alcuni illustri: i “Brand X”, per il loro modo di sperimentare a trecentosessanta gradi. I “Pink Floyd”, per le sonorità aperte e oniricamente atmosferiche. Poi Genesis, Porcupine tree, Radiohead e i Depeche mode per l’elettronica. In Italia, riteniamo creativamente sperimentali e originali i Bluvertigo. Oggi, al contrario, essendo generalmente il successo e il guadagno lo scopo principale, tutto viene fatto con fretta eccessiva a scapito dell’originalità. Comunque, ciò che ci soddisfa è essere riusciti a personalizzare il nostro sound. Noi votiamo lo sforzo di personalizzare la propria musica e non di massificarla e omologarla. Non ci piace il “fanno tutti così”. E’ appiattimento.

C’è anche un brano particolarmente “orecchiabile”: Invisible War. E’ l’ispirazione che non va governata o è una scelta….tattica?

“Invisible War” è un brano semplice, con il motivo della chitarra che richiama il suono roteante di una sirena. Non servivano altre sonorità. Doveva essere immediato. Avevamo altri brani più interessanti in repertorio che avrebbero potuto sostituirlo, ma abbiamo volutamente dare all’ascoltatore un senso di rottura, per poi concludere l’album con le sonorità energiche e aliene di “Dark Vision”. Una tattica? Probabilmente. Comunque, “Invisible War” risulta piacevole e soprattutto originale nel modo di far suonare la cassa e il rullante rivolti. Cosa abbastanza insolita.

Due parole sul video Precious: è una trasposizione immagine per immagine che si sovrappone alle liriche del brano o avete lasciato carta bianca al regista?

Insieme alla storia, ogni scena nei particolari è stata pensata e disegnata. Abbiamo affidato ad un team di professionisti la realizzazione di uno “storyboard” che offrisse scena per scena la visione completa della storia. E abbiamo guidato le riprese in tutte e quattro le location. Quattro giorni di full-immersion!