Luca Carocci, musica e parole per non perdere l’identità

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Luca Carocci, musica e parole per non perdere l'identità
ph TamaraCasula

Aspetterò Febbraio è il nuovo singolo di Luca Carocci, brano che con delicatezza (quella della musica) e forza (quella delle parole) racconta di unicità e resistenza. Grazie al Carnevale possiamo essere finalmente noi stessi. Ce lo fa notare, tra le altre cose, il cantautore in un momento in cui appare sempre più complicato non perdere la propria identità per adeguarsi alle aspettative o, ancor peggio, alle richieste altrui.

Ogni giorno rischiamo di dissociarci da noi stessi, dalla nostra stessa natura, nella musica come in qualsiasi altro ambito” commenta Luca.

Chitarrista per emergenti di talento come Gnut, Margherita Vicario e The Niro, Carocci da piccolo sognava un futuro da esploratore.

La penna e la chitarra, però, hanno cominciato ad essere fondamentali nella sua vita già da adolescente. L’esordio cantautoriale arriva nel 2014 con Giovani Eroi, a cui due anni più tardi segue Missili e Somari. Finalista a Musicultura 2016 (con il brano Le rose e i limoni) e al Premio Tenco 2018 (nella categoria Album collettivo a progetto con Cantautori per Amatrice), da circa due anni è impegnato nella realizzazione del suo terzo disco.

E’ ancora troppo liquido, ma vi posso dire che usciranno altri due singoli prima dell’album, e alcune cose le scopriremo insieme nei prossimi mesi”, anticipa.

Se per Aspetterò Febbraio si è avvalso della collaborazione di Ramon Caraballo, Roberto Angelini e Galoni, assicura che non mancheranno le incursioni di altri amici. “Spero – conclude – che queste giovani canzoni possano piacere a qualcuno, possano unire, e che non siano prepotenti.