Caprioglio, il denaro e le proposte indecenti…

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È diventata popolare grazie al cinema, scelta da Tinto Brass a 18 anni per il film Paprika, ma Debora Caprioglio si è saputa scrollare di dosso l’ etichetta di icona sexy e, da anni, si dedica soprattutto al teatro. Di qualche anno fa la sua performance, insieme ad Edoardo Sylos Labini, nello spettacolo La grande guerra di Mario, una rilettura comica ma con momenti di profondo lirismo del capolavoro di Mario Monicelli.

La Caprioglio è stata protagonista femminile di questa pièce e ha poi proseguito la sua carriera di attrice teatrale affermando, in una recente intervista a Dagospia, di preferire il teatro al cinema perché solo dal palcoscenico si può instaurare un rapporto diretto con il pubblico. Rapporto che regala sempre grandi emozioni. L’attrice è attualmente in scena, imbruttita, in Otto donne e un mistero di Robert Thomas, che dopo l’anteprima al Ciak di Roma sta girando l’Italia. Noi di OFF abbiamo quindi scelto di riproporvi una sua intervista cult. (Redazione).

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Debora, ti hanno mai fatto proposte “indecenti”?

Non ho mai ricevuto proposte indecenti. Ho amato molto il film – Proposta indecente ndr – soprattutto perché c’era un affascinante, bellissimo Robert Redford, ma a parte questo mi sono sempre tenuta alla larga dalle proposte indecenti perché il denaro assunto con le proposte indecenti penso sempre che duri poco; le cose che si guadagnano facilmente si perdono anche molto facilmente per cui meglio andare piano, sano e lontano.

Qual è il tuo rapporto con il vil danaro?

Il mio rapporto con il denaro, vil danaro, è di assoluta onestà. Ci vogliamo molto bene nel senso che ci rispettiamo – ride -. Il denaro per me è importante però rimane sempre e comunque il frutto del mio lavoro; è il premio del lavoro che svolgo. Che amo alla follia, che mi piace fare, che mi appassiona, che mi diverte, che mi emoziona, e quindi il denaro non è altro che il premio finale di un lavoro che porto a termine sempre con grande onestà e con grande voglia di fare. Questo è il rapporto col mio denaro. Non potrei mai pensare al denaro fine a se stesso; per me il denaro rimane sempre e comunque il frutto del lavoro.

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Con Iannuzzo oramai siete coppia fissa del teatro italiano. Com’è nato il vostro rapporto lavorativo?

Con Gianfranco Jannuzzo siamo una coppia teatrale di fatto – ride -. Siamo sostanzialmente due colleghi che hanno avuto la gioia e il piacere di ritrovarsi a lavorare insieme dopo anni passati a rincorrerci, per progetti che poi non si riuscivano a concretizzare perché o io o Gianfranco avevamo altri impegni precedenti; finalmente ci siamo riusciti anni fa con “Lei è ricca, la sposo e l’ammazzo” che abbiamo portato in tournée e poi con un altro progetto “Alla faccia vostra”. La nostra intesa sul palcoscenico è totale, divertente, appassionante. Vogliamo tutti e due dare il meglio, insieme ai nostri colleghi. Cerchiamo sempre di creare all’interno dello spettacolo che portiamo in scena, un gioco di squadra con tutti gli attori. Siamo entrambi convinti che il successo dello spettacolo non dipenda da un singolo ma dall’ insieme, dalla bravura di tutti gli attori, dalla voglia di costruire insieme una cosa bella, elegante e soprattutto regalare al pubblico emozioni e tanta comicità.