A marzo Roma capitale dell’arte della fotografia

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A marzo Roma capitale dell'arte della fotografia
Carlo Lucidi - ma non succede niente

Roma, 1- 31 marzo 2019. Roma come unico palcoscenico per celebrare l’arte della fotografia e raccontarla, attraverso la voce di chi la vive tutti i giorni, in una grande narrazione che unisce le realtà fotografiche che operano nel tessuto urbano della Capitale e quelle che provengono da altre regioni italiane. Ideato da un gruppo di 14 fotografi professionisti riuniti nell’associazione Faro.

Fotografi professionisti e appassionati di fotografia, studi fotografici, scuole di fotografia, docenti, associazioni, circoli culturali, fondazioni, gallerie e spazi espositivi, musei, laboratori e librerie specializzate: sono questi i protagonisti di MFR19Mese della Fotografia a Roma.

Un grande evento gratuito con oltre 250 iniziative gratuite tra mostre, talk, seminari, laboratori didattici, workshop, incontri con autori in tutta la città.

Tutto questo per creare una ampia rete sinergica al fine di accrescere la cultura fotografica in Italia così come avviene negli altri paesi europei. “Sarà un incontro fatto di amicizia e collaborazione, cercando di far capire che la fotografia dovrebbe esistere totalmente libera dalla dipendenza di quello che si vede, e creativa come la poesia, la musica che non illustra nulla, ma cuore e pensiero, dove tutto è per tutto diventa esistenza e che tutto esiste quando lo fotografi”,afferma il Maestro Franco Fontana, monumento della fotografia paesaggistica mondiale che prenderà parte all’iniziativa, tramite una mostra a cui seguirà un suo talk.

Si parte con la mostra “Classico Contemporaneo” al Museo dell’Arte Classica La Sapienza di Roma dall’1 al 31 marzo, un inedito del lavoro di Andrea Attardi, critico e fotografo tra i più prolifici del nostro Paese.

Si prosegue il 2 marzo a Palazzo Merulana con Franco Fontana e quelli di Franco Fontana, una selezione di opere del grande artista italiano e di alcuni suoi allievi provenienti da tutta Italia a cura di Riccardo Pieroni, disponibile fino al 17 marzo. Il giorno dopo, sempre a Palazzo Merulana, il maestro modenese terrà un talk aperto a tutti per dare la possibilità di conoscere il suo lavoro e quello dei suoi allievi.

Da segnalare anche: l’omaggio a Carlo Desideri con la mostra “Approdi stenopeici” alla Galleria Medina dal 15 al 22 marzo, la mostra di Carlo Lucidi sull’impiego di materiali come argento, petali di rosa e seta utilizzati per cogliere volti e tratti delicati, dall’8 marzo al 3 aprile a Sacripante Art Gallery, la mostra di Damiano Rosa al Museo Pigorini dal 23 febbraio al 31 marzo, “Istantanee – trasformazioni” di Armando Casali, dal l’1 all’8 marzo al MUEF ArtGallery e la mostra di Luciano Zuccaccia dedicata all’antica Persepolis al Leica store dal 5 marzo al 3 aprile.

In risalto anche le tematiche sociali con la mostra di Martino Cusano insieme all’artista Berina Lingo sulla disabilità, dal 23 al 29 marzo allo spazio Tetenal, il reportage di Rosario Cassala sui manicomi calabresi dal 30 marzo al 4 aprile all’ospedale Santo Spirito; in rilievo anche la mostra di Riccardo De Massimi sul bisogno di appartenere, in programma dal 9 al 30 marzo allo spazio Sala Da Feltre e quella di Maria Cristina Madera, un progetto fotografico dedicato a persone affette da malformazioni al volto, dal 2 al 7 marzo presso la sede di Energia per i diritti umani onlus.

Tra gli eventi di chiusura la mostra “Ostia siamo noi”, reportage della grande manifestazione contro la mafia, che si è svolta il 30 settembre 2018 in due strutture confiscate, e il talk con Ernesto Bazan, il 29 marzo al teatro dei Dioscuri del Quirinale,vincitore di prestigiosi premi tra i quali il World press photo Award, con un approfondimento dedicato a “Trilogia cubana”, frutto del suo lavoro svolto durante gli anni a Cuba; Fabrizio Ferri, il 31 marzo all’auditorium del Macro Asilo, per la prima volta in Italia incontra il pubblico per parlare del suo lavoro. Anche in questa occasione Ferri, l’uomo/artista delle rivoluzioni pacifiche, ribalta gli schemi dando vita a un incontro che inizialmente spiazza il pubblico per poi creare una partecipazione poche volte vista.