“Le memorie di una gatta” raccontate da sé medesima

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Ormai gli animali fanno parte delle nostre vite e più si va avanti più se ne parla, mostrando interesse a quel loro carattere per certi versi umano, su quella loro sensibilità che a dire il vero non siamo sempre in grado di riconoscere. Al centro della vicenda de Le memorie di una gatta, romanzo di Lodovica San Guedoro pubblicato da Felix Krull editore, sta proprio una micia, che prende il nome di Muzzi, nata da un incrocio tra un grande persiano e un gatto nero -che poi è anche il suo colore.

Muzzi cresce in un clima stimolante, culturale, letterario, affettuoso, presso quei padroni che lei vede come i suoi genitori, definendoli padre e madre. Quest’ultima assume le sembianze proprio della scrittrice, che nel libro, nei panni della protagonista felina, ripercorre la sua carriera letteraria, ponendo all’attenzione del lettore anche la nascita della casa editrice Felix Krull.

Le memorie di una gatta si presenta dunque come il manifesto letterario dell’editore, che attraverso questo romanzo di 176 pagine rivive il suo cammino nel nome dell’amore per la letteratura, quell’amore che la stessa Muzzi respira nella casa, continuamente ricoperta di coccole e premure.

“Domani è oggi. E siccome, a differenza dell’altra notte, questa ho dormito saporitamente, non vedo ostacolo a mettermi all’opera. Il titolo poi è deciso, niente più ripensamenti, sarà appunto: Le memorie di una gatta”. E’ proprio Muzzi che parla all’inizio del secondo episodio, decisa a scrivere il romanzo in questione, forte degli aneddoti e dei racconti narrati dalla sua padrona, della quale Muzzi si fa alter ego. Il racconto è in prima persona, dove la protagonista ricorda la sua vita, narrando le sue vicende fin dall’arrivo nella casa dei suoi padroni, passando dal rapporto con il “fratello” Pio ai tanti viaggi tra l’Italia e la Germania.

La scrittura di Lodovica San Guedoro è fresca, godibile, elegante, fortemente ispirata, forse proprio perché raccontandoci Le memorie di una gatta s’immedesima profondamente nella sua vita, pur facendolo sotto le spoglie di un grazioso animaletto domestico, fattore che dona al testo quella dimensione delicatamente fantastica, immaginaria e sognante.

Notizia di alcuni giorni fa: questo romanzo è stato candidato al Premio Strega, traguardo non nuovo per questa casa editrice italo-tedesca, segno rilevante, poiché certifica che persino una piccola casa editrice può riuscire a emergere, questo attraverso la dedizione, il lavoro, la qualità e le buone scelte.