Di Cataldo: “Quel sogno inseguito come una libellula in un prato..”

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Massimo Di Cataldo:

“Ero in macchina con la famiglia quando alla radio è passata Con il nastro rosa. Ricordo il silenzio di tutti nell’ascoltarla. In quel momento ho pensato che avrei voluto cantare, suonare, scrivere canzoni. Ho inseguito questo sogno come una libellula in un prato”. A un bel po’ di anni di distanza da quel momento e dopo una carriera ultraventennale esplosa negli anni Novanta con singoli come Se adesso te ne vai, Come sei bella, e proseguita di recente con la partecipazione alle trasmissioni Ora o mai più e Tale e quale Show, Massimo Di Cataldo ha inciso una nuova versione di uno dei capolavori nati dal sodalizio artistico tra Lucio Battisti e Mogol.

La sua cover ha ricevuto i complimenti dello stesso Mogol, che le ha aperto le porte del CET per la realizzazione del video. Mi racconta com’è andata?

Ero rimasto affascinato da questa bellissima struttura e dalla sala dedicata a Battisti, con le foto bianco e nero sulle pareti rosse. Ho chiesto se fosse possibile fare le riprese per il video. Quando ero lì, Mogol ha dato un giudizio favorevole per la realizzazione della cover. Per me è stata una grande soddisfazione, un sogno che si è avverato.

Ai tempi di Se adesso te ne vai era l’idolo di migliaia di ragazze. C’è mai stata qualche fan particolarmente insistente o che ha fatto qualche follia per lei?

Ce ne sono ancora, anche se un po’ meno ragazzine. Trovo che sia un aspetto divertente. In realtà io volevo fare il musicista, il successo personale da ragazzo mi ha colto un po’ impreparato e ho sviluppato una forma di timidezza che spesso attrae. A volte mi è capitato di essere inseguito. Ma poi la cosa finisce nel momento in cui mi concedo per un selfie.

La popolarità ha mai rischiato di destabilizzarla?

Qualche volta sì, anche se ho sempre cercato di restare saldo. È facile montarsi la testa quando sopraggiunge la popolarità. Le persone che mi conoscono nella vita reale, specialmente quelle che frequentavo ancor prima di essere divenuto popolare, sanno bene chi sono. Non un personaggio noto, ma semplicemente Massimo.

Ha mai temuto di vivere quel momento in cui il telefono non squilla più?

Sinceramente ho avuto dei momenti in cui quel telefono l’ho proprio staccato. A un certo punto mi stavo ritrovando in situazioni che mi portavano lontano da quelli che erano i miei obiettivi. Ho dovuto prendermi un periodo di riflessione per recuperare le redini della mia vita. È importate creare i giusti presupposti affinché questi telefoni squillino. Ora sono più intraprendente e mi piace lavorare attivamente.

Ha studiato al liceo artistico, ha recitato. Ma se non avesse fatto il cantante, cosa avrebbe fatto?

Magari avrei girato il mondo disegnando graffiti o suonando per le strade…chissà. Da ragazzo pensavo di andarmene a Hollywood, ma oggi penso che non sarei stato così felice se avessi lasciato l’Italia.

Musica a parte, quali sono le sue vere passioni?

Mi piace mangiar bene, un buon vino ogni tanto. Amo viaggiare. Mi piace molto il cinema, ma un po’ meno nell’era del digitale. In ogni caso, la musica è una passione anche quando non lavoro, amo suonare la batteria e passare delle serate rock con gli amici.

In che misura segue la politica?

Quanto basta. Sinceramente mi annoia tanto. Credo che si potrebbe fare molto di più parlando molto di meno.

E con i social network che rapporto ha?

Buono. Mi piace postare foto di dettagli. Ogni tanto faccio qualche storia, magari con un po’ di ironia. Non amo utilizzare i social come fanno alcuni per gli sfoghi personali o usando frasi fatte. Sono un pessimo influencer.

Lei ha due figlie: quali sono i valori che insegna loro?

Il rispetto, la lealtà. Credo siano importanti. A mia volta mi sono stati insegnati dai miei genitori. Spesso c’è anche chi non se ne cura, in quel caso è una sua mancanza.

Da poco si è concluso il festival di Sanremo. Per chi dei suoi colleghi ha fatto il tifo?

Daniele Silvestri, che ricordo esordiente come me nel 1995. L’ho sempre stimato come musicista.

Dei suoi festival che ricordi ha?

Ero abbastanza incosciente, non volevo sentire il peso della responsabilità che la casa discografica mi relegava. Poi c’era tutto l’aspetto della promozione per cui si veniva travolti dalla giostra mediatica. Però sono state esperienze importanti per me, con Pippo Baudo al primo posto.

In primavera è prevista l’uscita del suo nuovo album di inediti. Cosa può anticiparmi?

È un album molto importante per me, anche solo perché esce a 10 anni di distanza dal precedente e nel frattempo sono accadute tante cose nella mia vita. Un punto della situazione nel quale attraverso le canzoni racconterò anche le mie emozioni profonde. L’album raccoglie i singoli già pubblicati e degli inediti che completeranno il concetto che mi piace pensare come un “long playing”.

Ha un sogno nel cassetto ancora da realizzare?

I sogni sono sempre tanti per fortuna, guai a non averne.