Sandro Giacobbe: “Sanremo non ha voluto la mia canzone per Genova”

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Sandro Giacobbe

L’intenso dolore provato per la tragedia del ponte Morandi è stato per Sandro Giacobbe, da tutti ricordato per brani come Signora Mia e Gli occhi di tua madre, il motore per scrivere un singolo da dedicare alla sua Genova. “Verso fine settembre ero nella mia saletta di incisione e, quasi in modo naturale, è venuta fuori Solo un bacio” racconta il cantante.

Non ha nascosto che avrebbe voluto presentare questo brano a Sanremo: che risposta ha avuto?
Sì, avrei voluto presentarlo a Sanremo soprattutto per promuovere il fine benefico del brano, ma Baglioni mi ha subito messo al corrente della sua decisione di dare un taglio giovane alla manifestazione. Anche alla  richiesta di dedicarmi cinque minuti come ospite – sarei andato gratuitamente – , aprendo una finestra sui fatti di Genova e parlare così della raccolta fondi che sto portando avanti con l’iniziativa Noi per voi dedicata ai minori, figli delle vittime del ponte Morandi, mi è stato risposto che non c’era spazio e che gli autori avevano già previsto altre situazioni che parlavano di Genova.

Sandro Giacobbe

Qual è il legame con la sua città: cosa ama e cosa non ama di Genova?
A Genova ci sono nato e cresciuto e ho mosso i miei primi passi nella musica. Non c’è niente che non ami di questa città, tranne, a volte, un po’ di superficialità da parte di chi dovrebbe mettersi a disposizione quando c’è da unirsi per lo stesso unico obiettivo. 

In questo brano si racconta di come il destino, a volte, possa cambiare completamente i piani. E’ accaduto anche a lei?
E’ successo per la mia carriera. Al mio produttore discografico si ruppe la macchina e per tornare a casa, di sera, prese la metropolitana a Milano. In quell’occasione incontrò casualmente il direttore generale della Sugar, che gli chiese se per caso tra i suoi artisti ci fosse qualche giovane cantautore. Lui rispose chiaramente di sì e la settimana successiva, dopo un provino alla Sugar mi fecero un contratto di 5 anni. Un mese dopo ero in sala di incisione a preparare il mio primo lp Signora mia. Probabilmente se non gli si fosse rotta la macchina e non avesse preso la metropolitana, non sarebbe mai andato a propormi alla Sugar. Quel fatto ha cambiato totalmente la mia vita. 

Ha debuttato discograficamente nel 1971. La passione e il talento per la musica quando li ha scoperti?
Fin da bambino mi piaceva cantare, imparavo le canzoni ascoltando cantare mia mamma o i nonni, che poi mi chiedevano di cantarle in casa nelle tradizionali riunioni di famiglia. Un pochino più grande, intorno ai 15 anni circa, riuscii a vedere un concerto dei Beatles dal vivo a Genova. Lì capii che dovevo almeno provarci!

Il grande successo come l’ha vissuto?
L’ho vissuto come un dono dal cielo che ho sempre benedetto, fin dal primo successo di Signora mia ad oggi, perché scrivere canzoni emozionandomi e ritrovare la stessa emozione nei concerti live con i fans, è una gioia grandissima. Considerato poi che il mio successo è in buona parte del mondo, è ancora più gratificante!

Ricorda un episodio off legato ai suoi esordi?
Sì, nel ’72, alla mostra della Gondola d’argento a Venezia, presentai la canzone Scusa se t’amo, scritta con Alberto Salerno e arrangiata da Bill Conti, arrangiatore delle musiche di Rocky. Era, quindi, un brano con tutte le carte in regola per passare il turno, ma alla prima serata del festival ci hanno letteralmente cacciato e al mio posto passò un gruppo di ragazzini. Si chiamavano “Pane burro e marmellata”.

Della scena musicale italiana c’è qualche giovane che le piace ascoltare?
Mah, sicuramente Mengoni è uno tra gli artisti più interessanti. 

Dei talent musicali che idea ha?
Non molto positiva! Ho conosciuto troppi giovani che nonostante siano arrivati in cima ai primi posti e abbiano conosciuto il successo, altrettanto velocemente sono ritornati nell’anonimato. E questo, secondo me, crea anche una sorta di frustrazione che poi è difficile da dimenticare. Tutto questo a beneficio di pochi che invece sono riusciti a emergere.

Nella sua vita ha sempre trovato spazio anche la passione per il calcio. Se non avesse fatto il cantante, sarebbe stata quella la sua strada?
Non lo so, se avessi cominciato presto come ho iniziato con la musica, forse sì. Non mi sono mai mancate né l’agonismo né la forza di volontà per crescere. 

C’è un sogno nel cassetto ancora da realizzare?
In questo momento il mio unico desiderio, più che un sogno, è portare avanti quanto ho intrapreso con Solo un bacio e aiutare il più possibile i bambini.

1 commento

  1. Basta con questi lamenti sul: “Non mi ha voluto con la mia canzone” ecc.ecc.
    Tutti a frignare. Non poteva prendere tutti quelli che volevano andare, ha fatto bene a fare una selezione. Come in tutte le cose bisogna scegliere.

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