Omaggio a Leoncavallo, pianista e compositore oltre ai celebri Pagliacci

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Tra gli allievi del grande Beniamino Cesi, padre della scuola pianistica napoletana, al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, ci fu il giovane Ruggero Leoncavallo che, proprio come pianista, iniziò la sua carriera suonando (e sbarcando il lunario) nei café chantant. Eppure, la fama di Leoncavallo sembra relegata (anche in patria) solamente ai suoi Pagliacci, che con Cavalleria rusticana di Mascagni costituisce il cuore più celebre del verismo operistico italiano.


A riscoprire il Leoncavallo pianista ci ha pensato Marco Sollini con un doppio cd dedicato all’integrale dell’opera per pianoforte dell’operista napoletano: Leoncavallo. The complete piano works (Urania Records, 2 cd, 2019). L’impronta leggera emerge distintamente in alcuni brani, piacevoli e talvolta civettuoli, come Cortège de Pulcinella, Papillon, Valse coquette, Flirt-Waltzer, Tarantella. In altri, invece, si apprezza la vena più tenera e introspettiva come nel delicato Au bord du lac (il lago è quello di Locarno), o nelle eleganti cesellature di Valse melancolique, Valse à la lune, Dolce notte dove riecheggia il Leoncavallo da romanzo. Un azzeccato omaggio che giunge nel centenario della morte del compositore.

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