Nico Scardamaglio: Melodie pop e quel lieve sentore digitale

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Nico Scardamiglio: Melodie pop e quel lieve sentore digitale

Scrive canzoni da sempre, ma solo a 26 anni, quando stava per diventare dottore in Giurisprudenza, Scarda si è scoperto cantautore. “Solo allora ho avuto l’impressione di avere per le mani delle canzoni carine, quelle che avevo scritto prima non hanno mai visto la luce” racconta il cantautore.

Al secolo Nico Scardamaglio, classe 1986, Scarda è nato a Napoli, cresciuto a Vibo Valentia, ed ha esordito discograficamente nel 2014 con I piedi sul Cruscotto: “Sapere di avere un buon album in mano, ma che non riceve nessuna spinta da parte dell’etichetta e di tutto il sistema in generale, ti fa solo rosicare”.

Nonostante il supporto non adeguato, la sua opera prima gli ha fatto meritare una Targa Tenco. Il 2014 è stato anche l’anno in cui ha conquistato una candidatura ai David di Donatello per la soundtrack del film Smetto quando voglio: “Fa impressione ascoltarsi sul grande schermo per la prima volta. Molti mi hanno scoperto così, con Shazam, mentre uscivano dal cinema”.

Nico Scardamiglio: Melodie pop e quel lieve sentore digitale

La rete e il passaparola hanno fatto crescere il numero dei suoi fans, oggi sempre più numerosi nei club della penisola in cui si esibisce. A ripensarci, non andò male neanche il suo prime live: “Era a Roma, in un locale che non esiste più, e il pubblico, un’ottantina di persone, era quasi tutto di Vibo”. Nico ammette di essersi ritrovato, seppur poche volte, a cantare anche davanti a platee composte da poche decine di spettatori, ma commenta: “Di solito sono questi i concerti che uno vorrebbe dimenticare, nel mio caso no; i concerti che vorrei dimenticare sono quelli organizzati da gente che di musica capisce poco e ti manca di rispetto inconsapevolmente. Insomma, quei concerti che fai solo perché ti pagano, le cosiddette “marchette”.  Io vorrei dimenticare tutte le marchette che ho fatto e quelle che potrei ancora fare per necessità”.

Attualmente Scarda è in giro con le canzoni del suo secondo disco, Tormentone, che ci ha regalato bei singoli come Bianca e Mai. Ma com’è cambiata la sua musica in questi anni? “E’ diventata più digitale e i testi più maturi, ma allo stesso tempo più pop nella melodia. Pare che non abbia sbagliato il secondo album, non è stato un colpo di fortuna, sento di avere ancora delle cose da dire, e le dico semplicemente”.

Laurea in tasca e nel cassetto il sogno di collaborare con Battiato, il cantautore dice, infine, di non aver mai pensato a un piano B: “Non voglio fare altro, se finissi a fare altro sarei infelice. È tutto difficile in questo percorso ma una cosa la posso dire: se morissi domani, morirei felice”.

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