Carmen Di Pietro: “Se avessi ceduto a quelle avances di Sylvester…”

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fonte Instagram

Carmen Di Pietro, 53 anni, esordisce come modella , poi
showgirl, attrice e ora conduttrice radiofonica. Capace di portare avanti una carriera di successo per tanti anni muovendosi sempre in ambiti diversi, oggi, svela i suoi segreti a OFF…

Carmen, com’è iniziata la tua carriera?

Ho iniziato come modella a 19 anni, subito dopo il diploma, girando le grandi città d’Europa. Pur di guadagnare qualcosa in più ero anche disposta a dormire poco; facevo una sfilata e subito partivo per un’altra città, la quale poteva essere anche in un altro paese. Andavo in giro tantissimo e tra una sfilata e un provino per l’Italia e l’Europa dormivo sui treni perché non potevo permettermi di tornare a casa ogni volta.

Com’è cambiato il mondo dello spettacolo da quando ci sei entrata tu? Che differenze vedi tra le showgirl della tua età e le ragazze di oggi che provano a sfondare?

Oggi molte ragazze sono meteore perché, nonostante la bellezza, per sfondare nel mondo dello spettacolo ci vuole costanza e perseveranza. Tante belle giovani si bruciano subito, perché al primo accenno di popolarità pensano a divertirsi e non a lavorare per accrescere e consolidare la carriera, scomparendo in poco tempo dal business. Io, quando lavoravo per entrare nel mondo dello spettacolo e farmi un nome, facevo tardi e mi alzavo prestissimo. Oggi invece qualcuno preferisce andare a letto tardissimo e svegliarsi a mezzogiorno per divertisti e basta. Chi vuole intraprendere una carriera, in qualsiasi ambito, non può assolutamente fare questo.

Qual è il tuo segreto di longevità nel mondo dello spettacolo?

Sicuramente la voglia di lavorare. Tutt’oggi io mi sveglio alle 5 ed esco di casa alle 6 per recarmi a Radio Globo dove collaboro alla conduzione del Morning Show, che dura fino alle 10. Poi vado in palestra per tenermi in forma, faccio la mamma, vengo ospitata in televisione, magari dovendomi recare a Milano e rientrare a casa a notte fonda. La mattina seguente in ogni caso si rincomincia con la sveglia alle 5 del mattino. Il mio segreto è dunque la caparbietà, la voglia di non fermarsi e non accontentarsi mai.

Da dove nasce l’idea di leggere poesie sui social in modo così “particolare”?

Tutto è nato perché mia figlia non riusciva ad imparare le poesie che le venivano assegnate a scuola. Inizialmente le suggerì di mangiare più pesce, convinta che il fosforo l’avrebbe aiutata. Ma questo non funzionò. Ovviamente scherzo, ma mia figlia aveva davvero dei problemi nel memorizzare le poesie.  Mi venne però un’illuminazione: le facevo disegnare dei punti interrogativi in fondo alle frasi, proprio come facevo io da piccola. Decisi poi di pubblicare sui social dei video dove leggevo le poesie e, inaspettatamente, sono diventati virali! Da qui è nato tutto: sono stata invitata da Gianni Ippoliti e Paola Perego a leggere le poesie tutti i sabati su Rai1 e mentre io leggevo si registrava sempre un picco di share!

Ma davvero ti è scoppiata una protesi al seno mentre eri sull’aereo?

Si, purtroppo è tutto vero. Sul momento ho sofferto moltissimo e una volta atterrata a Madrid ho dovuto rifare i biglietti e tornare di fretta a casa. Sono andata in clinica e sono stata operata d’urgenza. In tutto questo Cristiano Malgioglio, che mi aveva procurato l’aggancio per fare l’ospitata in tv, si era arrabbiato moltissimo e mi diede della disgraziata: aveva paura di fare una brutta figura. Oggi ho voltato pagina ma è stato un episodio doloroso con conseguenze spiacevoli.

Raccontaci un episodio OFF della tua vita o della tua carriera, qualcosa che non hai mai raccontato (o quasi) a nessuno.

Erano gli anni 90 e un giorno ebbi il piacere di incontrare e conoscere Sylvester Stallone. Una sera andai a cena con lui diverse volte e ricevetti numerosi suoi inviti a feste prestigiose. Ero un’ingenua  ragazza di paese ed ero anche un po’ spaventata dalla stazza di quell’uomo, così potente e famoso (era all’apice della fama grazie a Rocky), a tal punto da rifiutare molte sue avances. Inoltre io non parlavo inglese e quando mi chiamava mi faceva parlare in italiano con un suo collaboratore. Alla fine, non ho saputo sfruttare quell’occasione di approfondire il rapporto con Sylvester e in qualche modo oggi me ne pento, poiché forse mi sarei potuta trasferire a Hollywood, facendo una carriera diversa.