“Ero-Tic II”: perché l’eros è una faccenda complessa…

0
8744
Erotic II-Ennio D'Altri con ritratti di Eva Robin's

In una laterale di Piazza Santo Stefano, via de’ Pepoli 1/A a Bologna, quando il sole comincia a tramontare e lascia spazio alle luci dei lamponi, é possibile ricongiungersi con l’essenziale, il proprio corpo, facendosi travolgere dalle opere esposte nella mostra Ero-Tic II.

ERO-TIC é un’idea di Alberto Cassano, realizzata da quattro artisti (Daniela Novello, Patrizia Novello, Rufoism, Nicola Villa), che affronta un tema sviscerale: L’erotismo. Un tema complesso, articolato in tutte le possibili accezioni, che viene trattato per la seconda volta nel cuore bolognese. Plurime interpretazioni che, quest’anno, si sono moltiplicate, lasciando libera espressione a nuovi artisti e fotografi.

Tra le pareti delle sale, il fruitore compie un viaggio nel mondo dell’eros: dalle sue forme più introspettive nelle opere di Kevin Jackson, verso l’amore travolgente e infiammabile di Luisa Turuani; fino alle forme più plasmabili, che a tratti possono rivelare manifestazioni di odio e dolore.

Un Eros che cambia, che muta e che domina, per esempio, gli scatti di Gabriele Corni nella serie ‘Ànemos’. In ‘Movimento #3’, le figure prima si incastrano reciprocamente, dando vita a un corpo unico; poi, a tratti, si separano, tornando alla loro forma originaria. Si crea, così, un movimento continuo, in costante oscillazione e trasformazione.

Una trasformazione che appare ancora più incisiva nelle opere di Patrizia Novello. L’artista, partendo da un’esperienza personale, riporta, sulla tela, parti di SMS, scritti nel momento di separazione, e non più unione, dal proprio amato. Parole brevi ma profonde; essenziali ma forti, che, data anche la scelta cromatica così avvolgente (rosso, verde, bianco, nero), travolgono lo spettatore, facendolo sentire parte del racconto. Lo spettatore immagina, crea connessioni tra la propria esperienza e quella davanti a sé, sente la presenza corporea alleggiare nell’aria, come accade nell’opera “Somma dei piccoli spazi” di Daniela Novello. Come già introduce il titolo, l’opera si compone di oggetti, tipici di un guardaroba: una borsa, delle cravatte; a cui vengono accostate sculture in piombo. La contrapposizione tra leggerezza e pesantezza fa presagire la presenza di un corpo, che c’è e, a tratti, non c’è.

Ma che ricompare nell’opera, esposta nel lato opposto della sala, di Nicola Villa, dove viene mostrato nelle sue nudità, nella parte inferiore, e nei suoi archetipi, in quella superiore. Villa si riferisce a molteplici stilemi dell’arte: dalla fotografia erotica in epoca vittoriana, al dipinto su tela.

Un gioco di forme e materiali che torna nelle opere di RUFOISM, in cui vengono unite tecniche di lavorazione differenti. In tutti gli artisti presentati, regna, dunque, sovrana la molteplicità, rivelando, così, quella che è la vera complessità dell’eros, di come in questo conviva l’amore con l’odio, il dolore con la serenità, l’ossessione con l’indifferenza.