“D’ora in poi”, quel canto disperatamente forte di Adalgisa Zanotto

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D'ora in poi. La poesia di Adalgisa Zanotto è un canto di disperazione

Coraggio è indubbiamente la prima parola che la più recente opera di Adalgisa Zanotto, poeta e scrittrice, richiama. D’ora in poi (Fara Editore, 2018, pp. 80, euro 10) si apre infatti con una dedica forte, seppur delicata allo stesso tempo, la quale anticipa il difficile tema affrontato nei versi che la seguono e rispetto cui il rischio di cadere in una facile retorica si presenta elevato.

Ebbene, ciò non accade mai, come anche giustamente sottolinea nella nota critica introduttiva del libro, il poeta Massimiliano Bardotti. La dedica è a Maria Cristina Cella Mocellin morta di tumore a soli ventisei anni mentre era in attesa del suo terzo figlio, scegliendo di non accettare cure che mettessero in pericolo il bambino che aveva in grembo. Una scelta che va a smuovere sensazioni intime su cui si fa fatica ad esprimersi, non foss’altro per quel senso di discrezione che accompagna situazioni di straordinaria portata emotiva come questa.

“Mi ha colpito che Adalgisa abbia raccontato la storia di Cristina con un modulo espressivo antiretorico, dimesso, quasi reticente. Mi sembra l’unico stile adeguato a narrare una persona speciale e una vicenda tanto luminosa di suo, senza bisogno di altri riflettori”. Così Gianni Criveller, preside della Scuola teologica internazionale del PIME (Monza), nella prefazione alla silloge.

Arduo è difatti affrontare tematiche così dense di implicazioni emozionali, a meno che non si sia capaci – e in questo la Zanotto si è dimostrata straordinaria – di approcciarsi in punta di piedi e con un profondo rispetto alla vicenda umana, da donna a donna, facendo attenzione a non scendere mai in sensazionalismi né in considerazioni morali.

Adalgisa Zanotto utilizza in questo suo libro un linguaggio che rimane costantemente equilibrato, questo indubbiamente uno dei punti di forza dell’opera, dando vita a un susseguirsi di componimenti tra loro uniti perfettamente quasi a comporre un canto e che esprimono in maniera mirabile il sentimento della compartecipazione alla difficile vicenda umana, la quale merita necessariamente grande rispetto:

dono misterioso il corpo / reale fratello attraversato / svuotato in tutti i suoi frammenti / dall’impercettibile al maestoso / dentro la bellezza / in mezzo al dolore il bene la finitezza / non compie nulla di più grande / che tutta la sua storia.

Il tema del corpo inevitabilmente, ma ancor più quello dell’amore, permeano tutta la raccolta poetica che presenta versi di struggente bellezza come questi: siamo amore per un pezzo di tempo giusto / niente più / il disegno non aggiunge altro.

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