Luttwak: “Vanno in Afghanistan perché in Calabria non è chic!”

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Luttwak:
DLuttwak [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], from Wikimedia Commons

C’è una legge, e la Sea Watch ha l’obbligo di salvare chiunque si trovi in acqua, ma non è italiana e non ha diritto di entrare in un porto italiano senza autorizzazione dell’Italia. Batte bandiera olandese, doveva sbarcare in Olanda. Non è lontana, non è come andare in Alaska o in Giappone. E’ un pezzo di Olanda che naviga“. E ancora: “L’Italia dovrebbe fare come fa l’Australia; chi arriva in barca non può arrivare, non può sbarcare. Non si può arrivare con la barca“. E infine l’affondo finale: “Le ONG? Gente che non vuole andare a lavorare,fanno quello che vogliono, qualche volta salvano altre volta no, altre volte vanno a spasso a mangiare il pesce in qualche trattoria“. Così Edward Luttwak (o “Lùtvac”, come lo pronunciava Michele “Sant’Oro” Santoro ai bei tempi in RAI quando das professor era ospite della sua trasmissione). Ieri Luttwak a La zanzara (lui è un habituè da Cruciani e Parenzo) non le ha mandate a dire. Meglio di un dotto editoriale di Cerasa & Ferrara. Il politologo americano ne ha per tutti, non solo Ong, immigrazione e Sea Watch, ma anche per Gino Strada, il fondatore di Emergency: “È andato in Afghanistan. Se tu vai a Palmi o a Canicattì o a Voghera, la stampa non ti segue, devi andare in Afghanistan perché in Calabria non è chic“. E i famosi intellettuali engagè? Anche a loro Luttwak senza freni riserva qualche bocconcino: “Se questi intellettuali vogliono fare qualcosa, con l’Alitalia nazionalizzata organizzino un ponte aereo per portare qui milioni di persone“. Una volta c’erano i pamphlet, ora in tempi di crisi cartacea…basta la parola. Nell’etere del web.