Una nuova parola nel nostro dizionario: il dissuasore per persone…

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Il termine dissuadere ha essenzialmente due significati. Nella forma transitiva significa distogliere da un proposito, persuadere a non fare qualcosa; nella forma intransitiva sta a significare togliersi dalla mente, convincersi a non fare qualcosa.

Il canto settimo dell’Inferno di Dante Alighieri si svolge nel quarto e nel quinto cerchio, ove sono puniti rispettivamente gli avari e prodighi, gli iracondi e accidiosi; nell’inutile tentativo di dissuadere Dante e Virgilio, Pluto si rivolge a loro con parole oscure che invoca l’autorità di Satana, ma pronta è la risposta di Virgilio. Egli, ricordando la sconfitta del principe dell’Inferno, annuncia che, ancora una volta, dovrà piegarsi all’autorità divina.

Nell’opera di Alessandro Manzoni, l’Adelchi, Ermengarda, figlia di Desiderio re dei Longobardi, è stata ripudiata da Carlo (il futuro Carlo Magno) e torna a Pavia dal padre e dal fratello Adelchi, il quale l’accoglie con caldo affetto e tenta invano di dissuadere il padre dalla vendetta, e anzi lo esorta a restituire le terre sottratte al papa Adriano.

Dissuadere è un termine dunque presente nella nostra letteratura, ben noto negli studi legali, poco usato nella quotidianità ma che sta vivendo una nuova giovinezza perchè usato sempre più spesso e volentieri dai sindaci delle nostre città.

Infatti è sempre più frequente assistere alla installazione di dissuasori come impedimento fisico per impedire la seduta nelle stazioni, alle fermate degli autobus, sui muretti, sui gradini dei palazzi, negli spazi antistanti le vetrine dei negozi.

Si tratta di interventi nati in prima battuta nel profondo nord della penisola per contrastare la presenza di extracomunitari che stazionano un po’ ovunque, soprattutto il pomeriggio e la sera: la stampa ne diede risalto alcuni anni or sono, si avviarono dei dibattiti e, ca va sans dire, fioccarono le polemiche sul razzismo, sui preconcetti verso gli extracomunitari, le provocazioni sulle ipotizzate chiusure di strade e marciapiedi perché comunque i vagabondi dormono proprio sui marciapiedi, e se vieti loro di distendersi o di sedersi si sposteranno da un’altra parte.

Avete notato che ci sono sempre meno panchine in giro? Un elemento di pubblica utilità, come le panchine appunto, va scomparendo. La gente deve essere dissuasa dal sedersi, dallo stazionare da qualche parte in luogo pubblico. Avete una casa? E allora andatevene a casa con tutti i “neri” che girano. Si comincia con lo scacciare i vagabondi, gli extracomunitari, i rom, i neri e poi si passa al tentativo di scacciare i giovani nei luoghi della movida di qualche italica città utilizzando sistemi ad ultrasuoni che emettono fastidiosissimi segnali acustici, irritanti e dolorosi, analogamente a quanto si è tentato di fare per cacciare i piccioni, noti produttori di guano, dalle aree cittadine e dalle zone limitrofe agli ospedali. Senza troppo successo occorre dire, perché anche il piccione, bianco o di colore, si sposta altrove ma poi finisce per tornare alimentando magari una bella polemica politica sulla accoglienza dei piccioni, ovviamente quelli di colore.

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L’inciviltà sembra ormai farla da padrone nelle nostre strade. Cumuli di immondizie, schiamazzi notturni, muri dei palazzi usati come vespasiani in assenza di bagni pubblici e in presenza di bagni nei bar perennemente in manutenzione. Tutti segni di una progressiva ed inarrestabile china verso il degrado globale. E con il venir meno dello stato sociale, con la scomparsa della solidarietà, con la punizione fiscale delle associazioni di volontariato assisteremo sempre più frequentemente alla triste immagine di chi è costretto a rovistare nella spazzatura per trovare qualche avanzo di cibo per mangiare. Ma sicuramente si troverà un sistema per dissuadere i poveri dal rovistare nell’immondizia.

Nel nostro vocabolario è dunque apparsa una parola nuova: dissuasore per persone. Che serve ad evitare che la gente si sieda e bivacchi davanti alle vetrine delle attività commerciali. Il caso vuole, perché il caso sa essere ironico quando è necessario, che una delle prime attività commerciali ad avvalersi dei dissuasori per persone sia stata un’agenzia di pompe funebri in Piemonte, perché gruppi di persone trascorrevano il loro tempo a bere alcolici e mangiare sostando davanti alle vetrine di questa attività commerciale, e proprio non ne volevano sapere di spostarsi altrove.

Mi chiedo come mai la stessa tipologia dell’attività commerciale esercitata, non fosse di per sé condizione necessaria e sufficiente per dissuadere le persone a stazionare in loco. Nel nostro Paese, tra i più scaramantici al mondo, dove quando passa un carro funebre per strada viene spontaneo cacciarsi le mani in tasca o fare le corna, i titolari di una agenzia di pompe funebri hanno dovuto spendere soldi per montare dei dissuasori meccanici per impedire lo stazionamento nei pressi del loro negozio a persone che francamente non avrebbero dovuto avere la necessità di essere dissuase, ma al più quella di tirare dritti con un bel corno rosso. E qui anche il lettore più distratto avrà notato la parte non trascurabile e meridionale della scrivente.

@vanessaseffer