Macché Spengler, il disagio della civiltà è colpa della f…!

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Whgler, Sculpture: Robert Indiana [GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html) or CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], from Wikimedia Commons

Tutti cerchiamo l’amore e la felicità. Spesso – o sempre – crediamo che queste due emozioni siano sovrapposte, ma l’esperienza ci insegna che l’amore è una forza irrazionale che induce anche alla sofferenza. Incontro Fabio Bergomi in una pasticceria del centro, in compagnia di un’amica (dice), 25 anni alta, snella, elegante e decisamente snob. 

Fabio Bergomi ha scritto due libri: NCSD Non ci sto dentro e FIGA… L’AMORE! Come risolvere subito i problemi di coppia leggendo le verità che nessuno ha mai osato dirvi, con Stefano Bergomi (illustratore), dove ci spiega il disagio della vita e soprattutto del rapporto con se stessi e l’amore.  

Fabio, sei un provocatore, bastiano contrario e soprattutto in lotta con i luoghi comuni: quale relazione troviamo tra modernità e amore?

Nei miei libri parlo del tema del secolo: come le persone hanno l’obbligo, per campare, di percepire se stesse nel rapporto con gli altri e il mondo che le circonda. La modernità ha disintegrato prima i valori e, dopo breve tempo, l’utopia del denaro come sollievo esistenziale unico. Ecco perché oggi parlo di rapporti umani e continuerò a farlo, perché se non si capisce come gestirli, la vita può diventare tragedia. Mancano figure vere e sincere che siano punti di riferimento in questi decenni di anomia, di mancanza di regole e di esempi educativi credibili.


L’amore è un argomento che ti stimola e nel libro e nel tuo canale YouTube si comprende bene il tuo pensiero: parli di calcio e femmine, due argomenti che rappresentano l’essenza dell’uomo italiano…


In modo semplice e lineare penso che l’uomo sia basico e la donna complessa: noi maschi siamo sempliciotti e per vivere ci basterebbero un po’ di sesso, calcio e un paio di amici. La donna, invece, è molto più sofisticata e complessa, ha necessità di stimoli continui. Amore e calcio sono irrazionalità pura, ma ora stanno diventano, al contrario e rapidamente, noiosamente razionali e calcolati. Nel calcio vincono fair play finanziario e addetti ai lavori che parlavo più di bilancio che di calcio giocato: in amore la stessa cosa.

Ma l’uomo, per fortuna, rimane, in effetti, semplice, meno incline alle logiche della modernità. La donna è totalmente persa, fuori controllo, infelice e negli stimoli continui sta perdendo il sorriso. Stretta nelle morsa tra emancipazione, lavoro, famiglia, social network, shopping e libertà sessuale, esce da questa confusione quotidiana con le ossa rotta. Ci sono le prime ammissioni di stress fuori controllo da parte di quelle pochissime donne che stanno tentando un’analisi di questa situazione. Peccato che, a mio modo di vedere (ma io ci vedo benissimo!),  le donne siano ancore acritiche per natura e cultura. Ergo, come sempre, finiscono per incolpare gli uomini per la loro situazione attuale.


Parlaci del tuo modo di vedere l’amore, il rapporto tra uomo e donna e la relazione. 

Nel mio libro tratto il rapporto di coppia in modo scorretto. Nella prima parte parlo delle relazioni in quest’epoca moderna e globalizzata dove la coppia, insieme alla famiglia, è sotto attacco. Faccio esempi chiari, racconto come sono cambiati i matrimoni, gli approcci e anche il modo di amarsi a letto. Nella seconda parte spiego una decina di concetti basilari dai quali ripartire se si vuole una relazione appagante. Il primo concetto è che l’amore è amicizia


Hai creato dei video dove spieghi cosa sono le relazioni e come comportarci: un moderno Frank T.J. Mackey (Tom Cruise in Magnolia, n.d.r.)?  

Indubbiamente! Ma con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per giovani e meno giovani. Ricevo ogni giorno messaggi e richieste di aiuto da parte di ragazzi e ragazze. E i migliori complimenti proprio dal gentil sesso. Il mio metodo di lavoro è chiaro: più sono irriverente e scorretto nei video dove contesto la modernità amorosa e più devo avere le soluzioni. Perché la gente vuole quelle e nessuno, in quest’epoca, è disposto a dire la verità – ammesso che ne abbia le capacità. Io ci provo e ci proverò, collaborando, in futuro, con sociologi e molte altre figure del settore. A patto che siano coraggiose e vere.