Giordano Floreancig, meraviglia e disgusto della pittura

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E’ tornato Giordano Floreancig e, come suo solito, non poteva che inaugurare il nuovo anno in grande stile.

Questa volta – a distanza di più di un mese dalla sua ultima esposizione a Milano – a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, l’artista udinese inaugura il 19 gennaio presso la prestigiosa sede di Villa Brandolini, una personale connotata come sempre da un’esuberanza garbata e da pennellate di genio e assoluta follia.

Sono cento le tele, divise in dieci stanze, che fino al 24 gennaio racconteranno gli ultimi dieci anni di vita dell’artista: «WOOOW! come OH MIO DIO! può essere inteso come meraviglia, ma anche come disgusto: la prima reazione che lo spettatore ha davanti ad un opera d’arte. Sono espressioni che usi quando stai godendo, ma anche quando le tue emozioni sono connotate in senso negativo».

L’arte deve dividere, deve suscitare emozioni forti e radicali e Floreancig ancora una volta lo ribadisce. Nella fisicità dei suoi quadri, nella vernice che esce dalla tela quasi a volersi liberare, l’artista riesce ad impressionare positivamente (o negativamente) lo spettatore, destabilizzando la struttura stessa della casa che lo ospita.

La natura storica, solida e imperturbabile della villa, è quindi in netto contrasto con le opere di Giordano che, attraverso un sapiente uso del linguaggio cromatico, riesce a intrigare e a decostruire volti e figure ricomponendoli secondo la sua fantasia.

«La diversità mi affascina, gli esseri umani hanno tutti la stessa struttura, ma allo stesso modo in sette miliardi non ce n’è uno uguale all’altro. La diversità dunque è la vera normalità», come del resto accade nei suoi quadri: così concettualmente simili ma così diversi nella loro concretezza sulla tela.

Ora il maestro ha in programma per i prossimi 6-8 mesi di non fare altre grosse mostre, poiché sente la necessità di chiudersi nel suo lavoro. La prossima mostra potrebbe essere dunque in autunno e in una sede completamente nuova per le opere dell’artista friulano: stiamo parlando di Miami, Florida. Nonostante i contatti ci fossero già stati per andare ad esporre in America, a New York per la precisione, l’accordo saltò all’ultimo in circostanze quanto mai bizzarre. L’entourage dell’artista era pronto ad esporre al Consolato italiano a New York con il benestare dell’allora ministro degli esteri Paolo Gentiloni. Peccato che di lì a poco Gentiloni finì a Palazzo Chigi e: «divenne abbastanza difficile da rintracciare…».

Nel breve termine però, anche se non ci sono date certe, Giordano presenterà alcuni suoi lavori nella sua “casa milanese”: ovvero la 7ettanta6ei Gallery di Alessandro Erra che, naturalmente, ha seguito il lavoro di Giordano anche in quel di Treviso.