Tutti pazzi per Claudia Gerini/Iris Blond

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Lo ammetto. Anch’io, quando la vidi in Sono pazzo di Iris Blond, me ne innamorai perdutamente. Ero un giovinetto e di conseguenza il motore ormonale andava a mille ma il mio era proprio un innamoramento: anch’io ero pazzo di lei, di quella cantante/musicista/poetessa molto rock nell’aspetto e molto romantica nel rispetto. Era il suo secondo film con Carlo Verdone, prima aveva fatto, sempre con lui, Viaggi di nozze (strepitosa nell’episodio della coppia cafonal) e lei è Claudia Gerini.

A dirvela tutta, mi ero perdutamente innamorato di lei anche guardando Viaggi di nozze: a sconvolgere il cuore fu il carattere opposto del suo personaggio rispetto a quello di Iris Blond; una capocottara trash ma non fino al punto di non redimersi. Il filo rosso che univa i due personaggi nella mia personalissima ghirlanda emotiva doveva essere quella caratteristica vagamente stradaiola e rockarolla che li accomunava.

Ma ora scopro che anche il grande Carlo Verdone, regista e attore nei cui film spesso si ride amaro, era pazzo di Iris Blond alias Claudia Gerini. Pazzia da lei stessa ricambiata.

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E’ di questi giorni la notiziona, che riprendo dall’informatissimo Dagospia, (che la riprende dal secchionissimo Huffington Post) che Verdone era il suo idolo, che c’era stato amore ma che, insomma, i due erano troppo complicati perché una storia potesse nascere.

Confida Claudia Gerini nell’intervista ripresa da Dagospia,  che “Il flirt è durato un pochino, forse l’anno in cui abbiamo girato Sono pazzo di Iris Blond, non ricordo esattamente”. “Io ero innamorata di lui da sempre“, continua, “[e] questa grande intesa si è trasformata in un flirt. Ci siamo avvicinati per un periodo, però abbiamo capito che né io né lui eravamo pronti per una relazione“.

In quest’intervista riserva qualcosa anche per il femminsimo talebano nato all’insegna del famigerato hashtag #metoo, che tante vittime ha mietuto, dichiarando che anche lei ha ricevuto in carriera qualche avance di troppo, da cui però è riuscita a fuggire, fra cui una in particolare, “un po’ più pesante, ma non sono stata vittima perché sono riuscita a defilarmi snasando: noi donne dobbiamo alzare le antenne e capire quando è una trappola”. Riservando, riguardo a uno dei simboli del #metoo, Asia Argento, un atteggiamento molto diplomatico: “Asia era sicuramente in grado di badare a se stessa […]Penso che uno si possa prendere tutto il tempo che vuole per denunciare“.

Asia Argento: un’altra splendida attrice con cui Carlo Verdone ha collaborato (Perdiamoci di vista. E non voglio non menzionare un’altra bellezza, Regina Orioli in Gallo cedrone).

Beh, Carlo Verdone, fra i bellissimi film diretti e/o interpretati, ha anche girato Maledetto il giorno che t’ho incontrato, con la bravissima Margherita Buy, dove interpreta una passione, che è anche una passione nella vita vera, per la musica di Jimi Hendrix: del tutto casualmente si tratta di una passione condivisa anche dal sottoscritto e di conseguenza, cara Claudia/Iris Blond, giunti a questo punto, in questa scorribanda cinematografica, ti dico che vorrei essere il Romeo del famoso film e andare in tournée con te.

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