Gloria Guida: “Quell’ingenuo erotismo dei miei film…”

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Gloria Guida nel film La liceale nella classe dei ripetenti di Mariano Laurenti (1978) - Autore sconosciuto - Fonte sconosciuta - fotografia scattata in Italia - pubblico dominio

Gloria Guida guarderà Sanremo comodamente a casa con il marito Johnny Dorelli, che vorrebbe rivedere sul palco. Icona sexy e sogno erotico di un’ intera generazione è ancora un bellezza mozzafiato (ogni volta che Quentin Tarantino arriva in Italia le telefona). Dice no al bisturi e torna con la seconda stagione di Le Ragazze su Rai Tre. E’ una donna diretta e sincera, come si evince dall’intervista ripresa da Dagospia e che noi vi riportiamo qui sotto. Ci piace aggiungere Gloria Guida alla (nutrita) schiera di quelle bellissime donne del cinema e dello spettacolo che, come Catherine Deneuve, hanno fatto il pelo e il contropelo al neofemmisismo talebano (leggere il nostro articolo per credere). Redazione

Johnny Dorelli (sx) e Gloria Guida (dx) in uno scatto di scena sul set del film Bollenti spiriti (1981) di Giorgio Capitani – Autore Archivio RCS – 1981 – Fonte sconosciuta – fotografia scattata in Italia – pubblico dominio

Perché parla di «seconda vita»?
«La trasmissione mi è piovuta dal cielo dopo anni in cui ero uscita di scena perché volevo fare la moglie e la mamma».

Si era stancata di stare sotto i riflettori?
«Avevo smesso perché lo spettacolo è un mondo non tanto bello che non mi offriva cose entusiasmanti al di là di qualche ospitata in tv, ma il ruolo della prezzemolina non fa per me. Le ragazze è invece un programma che racconta storie straordinarie, coinvolgenti».

Anche lei ha lasciato una traccia nella storia italiana. Contenta della sua carriera?
«Totalmente. Non rinnego niente, nemmeno le docce. L’ erotismo dei miei film era ingenuo, tutto sommato pulito. Oggi fa sorridere».

Ma non si è sentita etichettata come la minorenne sexy?
«Ho cominciato da giovanissima, ho fatto quello che passava il convento. Ma ho avuto successo subito, mi piaceva stare sul piedistallo. Ad un film ne seguiva un altro, sono stata presa in un ingranaggio ma poi ho lavorato anche con Giorgio Capitani, Dino Risi, Sergio Corbucci e ho fatto il grande teatro di Garinei & Giovannini».

Tarantino l’ ha mai incontrato?
«Certo, all’epoca di The Hateful Eights mi ha concesso un’ intervista esclusiva andata in onda a Verissimo. Ogni volta che viene a Roma, mi cerca: una telefonata, un bigliettino, un invito».

Ci prova?
«Ma no, è sempre carino e gentile. Mi aveva proposto un ruolo nell’horror Hostel da lui prodotto ma ho rifiutato, troppo truculento».

È mai stata molestata sul lavoro?
«No. Certe cose non ti capitano se non dai segnali incoraggianti o fai la gattamorta. E trovo assurde le denunce delle attrici che arrivano dopo anni: se sei stata zitta finora, vuol dire che qualche vantaggio l’ hai avuto».

Ha subito dei torti?
«Tanti. Qualche sassolino nella scarpa ce l’ho».

Parla di invidie, cattiverie?
«Ci sono state. Una collega, ad esempio, mi ha accusata di non saper fare niente: le donne possono essere tremende. Ma io dimostro 10 anni meno della mia età, mentre lei 10 di più. Se voglio, posso essere cattivella anch’ io».

Perché dice che lo spettacolo è un mondo brutto?
«Perché si ricorda di te solo quando sei esposto e hai successo. Per anni non mi ha cercata nessuno, ma da quando conduco Le ragazze mi chiedono favori e considerazione».

Ha lo stesso marito da 40 anni: a cosa si deve il record?
«A Johnny mi legano un grande amore, il rispetto reciproco e molte litigate. Siamo ormai così in simbiosi che abbiamo finito per somigliarci».

Intervista pubblicata su Dagospia