Of New Trolls, quella canzone “sovranista” e il gran rifiuto di Baglioni

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Porte aperte di Gianni Belleno e Nico Di Palo è una canzone come un’altra dei grandi New Trolls, che tutti conosciamo per aver regalato alla scena progressive perle di assoluta rarità.

Questa volta però, l’impegno artistico degli ex New Trolls sembra non essere stato gradito da una certa fetta di media, da una data parte di pubblico e, cosa fondamentale, nemmeno dai selezionatori di Sanremo.

Negli ultimi giorni è montata infatti la polemica sulla candidatura del duo per partecipare al Festival di Sanremo 2019, del quale Claudio Baglioni è direttore artistico per il secondo anno consecutivo. Peccato che, dopo aver proposto di portare sul palco dell’Ariston Porte Aperte, non abbiano più ricevuto risposta.

A ridosso della kermesse dunque, la non risposta appare chiaramente come un rifiuto. Ora, la domanda è: perché?

Altrettanto chiara è anche quest’ultima risposta: probabilmente la canzone presentata non è in linea con lo stile del festival targato Baglioni.

Sono giorni infatti che Gianni Belleno viene bollato come razzista da quei ben pensanti male assortiti che credono nella forza delle parole, purché siano ben distaccate dalla realtà.

Porte Aperte rispecchia infatti la situazione italiana di questo momento e il pensiero e le preoccupazioni concrete dei cittadini. Una famiglia che non arriva a fine mese, il sospetto e la (troppa) paura della diversità e poi ancora, la critica ad un Unione Europea fatta di parole e non di fatti, fino ad arrivare al tema della sicurezza. In questa occasione dunque – e ancora per una volta – ciò che affligge la mente di gran parte dei nostri concittadini e che rappresenta i problemi quotidiani del paese, viene messo alla mercé di quel pensiero unico al quale se non ti uniformi, sei razzista, ignorante o peggio… sovranista!

E’ questo infatti il termine, usato troppo spesso a carattere dispregiativo, utilizzato per definire la canzone (qualcuno poi mi spieghi cos’è una “canzone sovranista”).

Gianni Belleno e Nico Di Palo, due mostri sacri della nostra canzone, rimangono quindi in attesa di una risposta (che non arriverà) dal dittatore artistico che, come racconta Gianni Belleno a OFF:

«ha tutto il diritto di imprimere la linea che preferisce al suo Festival, ma potrebbe avere per lo meno la cortesia di informare gli eventuali esclusi motivando la scelta e non, ignorandoli».

E rincara la dose:

«se anche simpatizzassi per Salvini che male ci sarebbe? Siamo in democrazia. Ciononostante non sarebbe comunque rilevante, in quanto i New Trolls hanno sempre scritto pezzi impegnati a livello musicale e testuale e anche questa volta in quanto cantautore mi sono limitato a raccontare la realtà, niente di più, senza sventolare bandiere politiche».

Purtroppo questa potrebbe essere l’ennesima conferma che in Italia – nonostante il governo gialloverde sia sostenuto dati alla mano da qualcosa come il 70% di cittadini – l’elite intellettuale ancora predominante impone il proprio credo a discapito di ciò che pensano realmente gli italiani.