Edvige Cecconi Meloni: quelle lettere ritrovate lungo il cammino del tempo

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Questa è l’ultima, giuro
Questa è l’ultima, giuro

La lettera è uno di quegli oggetti che da quotidiano e indispensabile è divenuto un bene prezioso e raro. Se fino a trent’anni fa infatti sembrava impossibile farne a meno, oggi la comunicazione è cambiata: non se ne scrivono quasi più, come del resto raramente si inviano cartoline.

Edvige Cecconi Meloni è una giovanissima artista di Urbino (non nuova a mostre nel panorama nazionale), che con molta premura e in modo tutto suo riesce a donare alla lettera un potere poetico e decisamente creativo, ridando nuova linfa a queste lettere e cartoline, che adesso si innalzano a contenuto artistico e anche artigianale, visto che l’artista realizza la carta da sé con setacci, cosa che dona a ciascuna opera una sua particolare identità.

Si tratta di missive dove l’autrice riporta il testo in bella calligrafia – si ravvisano di norma flussi di pensieri legati in qualche modo al destinatario -, arricchendo il contenuto con disegni dall’ottimale fattura. In questo modo riviviamo la magia del passato e ci chiediamo a chi sarebbero potute essere indirizzate queste lettere, che l’autrice crea con intensa ispirazione e anche con un certo spirito sognatore.

La serie dedicata alle lettere è veramente ingente, ma se volessimo fare degli esempi potremmo prendere l’opera dedicata a Roma, dove l’artista con pochi tratti ci mostra Piazza San Pietro, oppure sulla stessa scia potremmo riferirci al lavoro su Parigi, dove spunta la torre Eiffel.

Tutti pazzi per Monica

Vi sono poi anche lettere dalla tecnica più ricercata. Molto suggestive quelle consacrate alla donna, dove vengono rielaborati in modo personale famosi volti da rivista.

In altre opere ancora si ravvisano divergenti motivi, come pesci, corpi di uomini o altre figure più ambigue e stilizzate. 

Edvige Cecconi Meloni fonde stile figurativo e astratto, arrivando a un prodotto che ci dà quel senso di storicizzato e di superato, proprio perché questi disegni e queste scritte devono volutamente sembrare istintivi (quando invece lo studio delle forme è precisamente studiato), lasciati lì come antichi ricordi o ritrovamenti, come fossero oggetti nati dall’estemporaneità di un momento che poi si è andato a perdere lungo il cammino del tempo.

L’arte di Edvige Cecconi Meloni non trova allora la sua superficie preferita nella tela, ma nella lettera, che la mette nelle condizioni di creare opere decisamente originali e di forte impatto emotivo, proprio perché queste missive ci riconducono a una dimensione che sta tra il passato e la magia.