Syria: “Quel disco e quelle foto che non rifarei…”

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Syria, pseudonimo di Cecilia Cipressi, è figlia d’arte (Elio Cipri, cantante, poi produttore della Fonit Cetra, n.d.r.), mamma e moglie felice. Una donna ricca di energia e di stile.

Tutti ti conoscono come Syria, ma come sei lontano dai riflettori?

Una persona normale, sono semplicemente Cecilia.

Qual è stata la prima persona a credere in te?

Certamente i miei genitori, mi hanno appoggiata e sostenuta durante il mio percorso artistico.

Tra tutte le tue metamorfosi vale la pena di ricordare Ayris: un progetto nato per far ballare la gente che affollava i club milanesi e non solo.

Una cosa folle come me,  mi ha divertita molto. Cantare nei disco-club è stata un’esperienza incredibile!

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Parlaci di un tuo futuro progetto

Sto portando a teatro un progetto che ho voluto con il cuore e con i denti, in omaggio a un’artista improvvisamente scomparsa: Gabriella Ferri. Si tratta di uno spettacolo intitolato Perché non canti più?: non un normale concerto, nemmeno un semplice spettacolo, ma un vero e proprio tributo a colei che considero tra le più talentuose e incomprese artiste italiane.

Un sogno nel cassetto che senti di aver realizzato?

Il mio sogno era proprio portare in scena questo spettacolo: grazie a Pino Strabioli siamo riusciti a realizzarlo.

E chi, tra le persone con cui hai collaborato, ti ha lasciato il ricordo più bello?

Mauro Ermanno Giovanardi, ex cantante dei La Crus e certamente anche i componenti del gruppo di Rivoli Le Perturbazioni.

Cos’ha significato per te Sanremo?

È un grande riflettore, forse adesso però non riflette prima di riflettere…

E cosa pensi dei talent show?

Credo che possano essere un ottimo trampolino di lancio, vedi Luca Argentero, Noemi, Annalisa e altri artisti molto qualificati: sono tutti emersi grazie ai talent show. 

Quali sono le artiste donne con le quali avresti voluto lavorare?

Molte. Fra tutte, Nada e Cristina Donà.

Syrya_ilGiornaleOFFRimorsi?

Sicuramente non rifarei un disco che ho fatto ormai più di dieci anni fa, ma non vi dirò quale!

Se non avessi fatto la cantante, cosa avresti fatto?

Credo la manager dei cantanti, non riuscirei a lavorare fuori da questo mondo.

Sei mamma di Alice e Romeo. Hai sentito molto la differenza tra le due gravidanze?

Si, soprattutto ricordo l’inconsapevolezza che avevo quando è nata Alice, la mia prima figlia, ero molto spavalda, non avevo paura di nulla.

E qual è la tua più grande paura?

Non poter continuare a crescere i miei figli o non riuscire ad essere una buona madre, visto che questa è la mia vera missione di vita.  

C’è un libro sul tuo comodino in questo momento?

Apprezzo molto le biografie, mi piace leggere le vite degli altri ed entrare in una sorta di sintonia con i personaggi: attualmente ne sto leggendo una di Ornella Vanoni.

Syrya_ilGiornaleOFFRaccontaci un episodio OFF della tua carriera

Nel 2016 ho posato nuda per una nota rivista americana ed è una cosa che con il senno di poi non rifarei.

C’è una canzone che avresti voluto scrivere tu?

Quelli che restano, di Elisa e Francesco De Gregori.