Al Piccolo Eliseo la drammaturgia pop di Carrozzeria Orfeo

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Il Piccolo Eliseo inaugura il 2019 con una trilogia di spettacoli caustici ed ironici.

Un mese di Carrozzeria Orfeo, collettivo giovane e pugnace che ritrae e denuncia un’umanità alla deriva, colma di debolezze e nevrosi.

Dal 3 al 27 gennaio sul palco del Piccolo Eliseo si alterneranno, in un percorso a ritroso dal più recente al più vecchio, i loro tre spettacoli, emblema di una drammaturgia pop, sospesa tra realtà e assurdo capace di fondere con sapienza tragicità e ironia.

Si parte con Cous Cous Klan del 2017, in scena dal 3 al 13 gennaio, che guarda con preoccupazione ad un futuro non troppo lontano in cui l’acqua è stata privatizzata. Ogni sorgente idrica è sorvegliata da guardie armate che non consentono a nessuno di avvicinarsi. Il divario tra ricchi e poveri è allarmante e le due ‘caste’ sono separate anche fisicamente da recinzioni di filo spinato che servono a proteggere i primi dall’assalto di quanti si sforzano di sopravvivere senza acqua né cibo. In un parcheggio abbandonato vive, in due fatiscenti roulotte, una piccola comunità di senzatetto: da una parte tre curiosi fratelli, un ex prete nichilista, un sordomuto aggressivo e una sorella, orba ed obesa. L’altra ospita Mezzaluna, un musulmano precario, compagno della donna. L’arrivo del borghese Aldo e dell’imprevedibile Nina darà risvolti tragicamente esilaranti.

Il tour prosegue con Animali da Bar, premio Hystrio Twister 2016, in scena dal 15 al 20 gennaio.  La piéce si svolge in un bar popolato da strani personaggi, una su tutti Mirka, una straordinaria Beatrice Schiros,  barista ucraina aggressiva, ma non priva di un lato romantico, che affitta il proprio utero per 35mila euro pur continuando a bere vodka come fosse acqua fresca.

La trilogia si conclude dal 22 al 27 gennaio con il primo irriverente spettacolo dei Carrozzeria Orfeo, Thanks for Vaselina, Last Seen 2013 di Krapp’s Last Post come migliore spettacolo dell’anno, un racconto surreale sulla complessità delle relazioni familiari post moderne. Protagonisti Fil e Charlie, due trentenni che coltivano marijuana sul proprio terrazzo. Il loro sogno è fare il colpo del secolo creando un export dall’Italia al Messico. Quando incontrano Wanda, obesa ed insicura, sono certi di aver trovato il perfetto, insospettabile ‘corriere della droga’, ma l’arrivo dei suoi strampalati familiari complicherà non poco le cose.

Tre testi di pungente originalità, tutti firmati da Gabriele De Luca, per la regia dello stesso De Luca con Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi.

Tre piccoli capolavori in un momento di non particolare vivacità per la drammaturgia contemporanea, tre appuntamenti da non mancare.