Ricoverato in ospedale, gli sfilano la fede dal dito

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Tgcom24 – Mediaset

Giancarlo Bini, 78 anni, è conosciuto in Italia e nel mondo per essere un bravo chef e ristoratore, uno dei maggiori esperti di olio extra vergine d’oliva e vino al mondo, nonché uno dei fondatori dell’AIS, associazione italiana sommelier. E’ un uomo per bene che ha portato in alto la bandiera della città e del settore ristorativo per sei decenni.

Malato oncologico e affetto da ischemia cerebrale, è stato nei giorni scorsi ricoverato all’ospedale Misericordia di Grosseto, dove ha subito il furto della fede nuziale, durante alcuni accertamenti. Non essendo momentaneamente in grado d’intendere e volere, il furto deve essere stata una passeggiata per il ladro di turno.

L’uomo in sessant’anni di matrimonio non si era mai tolto la fede e alla richiesta di spiegazioni da parte della moglie Graziella Duranti, 75 anni e della figlia Francesca, 42,la direzione dell’ospedale ha negato ogni responsabilità.

Francesca Bini ha sporto denuncia alla polizia e mobilitato i media locali e nazionali: «Sabato scorso mio padre è stato ricoverato per un problema neurologico in quanto malato grave di tumore al polmone che ormai è andato in metastasi. Quando sono rientrata nel reparto dove è ricoverato l’ho ritrovato sedato e legato mani e piedi alle sbarre del letto. I medici e gli infermieri si sono giustificati dicendo che a seguito di una caduta lo avevano dovuto assicurare a letto con dei mezzi di contenzione per paura che potesse ricadere. Proprio negli istanti successivi – continua Francesca – mia madre ed io ci siano accorte che mancava la fede d’oro al dito. Mio padre la teneva gelosamente, non se l’era mai tolta in quasi sessant’anni. Quando l’ho fatto notare al personale sanitario, questi rispondendomi in modo laconico mi facevano notare che la direzione dell’ospedale non ha responsabilità alcuna per questo tipo di eventi. Spero che la polizia faccia luce su questa vicenda».

La spiacevole situazione ha preso una piega nazionale grazie al giornalista, autore e conduttore Stefano Bini, già collaboratore de Il Giornale e Off: nei giorni scorsi, approfondimenti e servizi sulla vicenda hanno caratterizzato il Tg4, Studio Aperto e Tgcom24, oltre ovviamente alle testate ragionali toscane.

Ma se non ci fosse stato Bini a denunciare la situazione, quale eco avrebbe avuto tutto ciò? La famiglia Bini ha fatto bene a muoversi, non soltanto per sé, ma per tutte quelle persone che si trovano nelle medesime condizioni.

Da sottolineare come il Comune di Grosseto, il cui sindaco è Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sia idealmente vicino ai familiari in prima persona e attraverso i suoi assessori.