Diletta Leotta: “Il calcio, una narrazione pop come il cinema e la musica”

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Diletta Leotta è una giornalista sportiva di grande successo e una conduttrice radiofonica di Radio105. E’ amatissima dai calciofili. E non solo.

E’ stato difficile lavorare in un settore maschile come quello del calcio?

Credo sia una questione ormai superata, dopo anni di lavoro e gavetta in questo ambiente. Cito Cesare Cremonini: “Gli uomini e le donne sono uguali“. Ho la fortuna di lavorare molto spesso con ottimi professionisti, con cui il rapporto é talmente sereno e diretto da andare al di là delle differenze di genere.

Quali sono le tue passioni/ossessioni?

In questa stagione a Dazn ho una squadra di lavoro molto creativa: abbiamo realizzato questi promo di lancio della puntata in cui ogni settimana tento di recitare scene famose di film cult: per questo me li sto ripassando bene, da Truman Show a Ogni Maledetta Domenica, da Una Poltrona per due a Rocky, uno dei miei film preferiti. Questa operazione di contaminazione linguistica mi piace molto: il calcio é un serbatoio di narrazioni pop come il cinema o la musica, bisogna farlo assaporare a tutti, non solo ai super appassionati.

Come é nata la passione per il calcio? Esigenza lavorativa o una passione già esistente?

Fin da bambina sono sempre stata pazza per lo sport: ne ho praticati di tutti i tipi, quindi l’attrazione per il calcio é nata spontaneamente perché vedevo tutta questa gente, in famiglia e tra gli amici, che perdeva letteralmente la testa in quei 90 minuti sul rettangolino verde-. Così ho iniziato ad appassionarmi al Catania e avevo il mio idolo: l’attaccante dalle traiettorie impossibili, il nostro brasiliano Mascarinho: Giuseppe Mascara. Pensare che adesso su Dazn sono in mezzo a tutti quelli che erano personaggi mitologici di quando ero ragazza é davvero emozionante. Uno per tutti: il mio socio di conduzione Mauro Camoranesi”.

Mi racconta un episodio off della sua vita?

Una delle soddisfazioni lavorative più grandi di questa stagione é stata a Castel Volturno, dove ho intervistato Carlo Ancelotti per Dazn: é stata davvero un’esperienza umanamente arricchente, oltre che un lavoro davvero ben fatto. Ecco, quel giorno ho scoperto l’esistenza del “mago del caffè” di Napoli, Tommaso Starace, il magazziniere che preparava il suo caffè speciale per Diego Armando Maradona! Tommaso é stato gentilissimo e mi ha offerto il suo caffé molte volte prima dell’intervista: ero felice ed elettrizzata, ma al quarto quinto caffè non sapevo davvero come comportarmi. Gli ero molto grata ma non volevo andare troppo su di giri…