Dietro le quinte della lirica: frecciate, fisime e caratteracci

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iStock Photo. Antique opera glasses rest on a tattered velvet pouch and sheet music. Shallow DOF, Focus=camera right lens. 12MP camera.
iStock Photo. Antique opera glasses rest on a tattered velvet pouch and sheet music. Shallow DOF, Focus=camera right lens. 12MP camera.

Cos’è il “galempio”? Nulla. È quanto capì un ignaro corista, come racconta il musicologo Piero Rattalino nel suo ultimo libro, del verso verdiano dal Macbeth «l’ira tua formidabile e pronta / colga l’empio»: l’ira divenne, oltre che «formidabile e pronta», pure «col galempio».

Il mondo dell’opera – si sa – è un calderone di aneddoti strambi e curiosi, pettegolezzi e leggende, fisime e paranoie di personaggi particolari. In Il Galempio, ovvero fauna e flora del teatro lirico (Zecchini Editore, Varese, 2018, pagg. 200, euro 23) Rattalino offre uno spassoso campionario che non è il solito affresco del mondo dei cantanti-primedonne, ma si compone di dodici ritratti suddivisi in tre categorie: i direttori d’orchestra (Stockhausen, Celibidache, Gavazzeni, Del’man) , i sovrintendenti (Badini a Bologna, Adamoli a Genova, Erba a Torino, Bombace a Catania) e i presidenti di società o festival (Fortuna a Roma, Orizio a Brescia, Borri a Parma, Agnello a Roma).

La lettura del volume è scorrevole e divertente (irresistibile, per fare un esempio, il capitolo sulle fulminanti «frecciate e girate» di Gavazzeni): un bell’approccio alle curiosità del caleidoscopico mondo del teatro lirico.