A Mantova per un nuovo 12 aprile

0
150

L’associazione 12 Aprile per Mantova si pone come riferimento aperto, libero e autorevole nel dibattito culturale, sociale e politico di una Mantova che aspira a riprendersi un ruolo trainante, centro di una provincia forte di grandi ma inespresse potenzialità.

Patria di Virgilio e vera “capitale europea della cultura” in epoca rinascimentale – quando alla corte dei Gonzaga gemmava il genio di Mantegna e Monteverdi, di Rubens e Giulio Romano, solo per citare alcuni dei grandi ospitati in riva al Mincio, fino a Vivaldi e D’Annunzio – Mantova ha praticato per molti decenni la politica del basso profilo, del “piccolo è bello”, del feudo autoreferenziale: periferia dell’impero e felice di esserlo, quanto meno nella visione dell’élite radical-chic.

Nel 2010 la svolta: con le elezioni del 12 aprile (da cui il nome dell’associazione) per la prima volta nel dopoguerra si insedia un’amministrazione alternativa alla sinistra.

Si inaugura una stagione plurale e aperta al mondo: assieme ai portoni della restaurata Biblioteca Teresiana, la cultura allarga gli orizzonti.

Ai Nanni Moretti finalmente si alternano gli Albertazzi, i Barbareschi, i Sylos Labini; Placido Domingo è Rigoletto nei luoghi di Rigoletto, con il presidente della Repubblica che invita all’ascolto di RaiUno gli oltre 130 paesi collegati in mondovisione; si corre per Mantova Capitale Europea della Cultura (esperienza poi travasata nel dossier vincente di Capitale italiana 2016).

Da allora l’Associazione 12 Aprile si fa presidio e garanzia di controcanto, dando voce ai Sallusti, Allam, Belpietro, Del Debbio.

E si navigherà controvento anche nel 2019, sull’onda del motto di Isabella d’Este che a Mantova s’impose all’Europa intera come prima fashion blogger: nec spe, nec metu.