“Conversazioni Atomiche”: chi l’ha detto che la scienza è noiosa?

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Conversazioni Atomiche è il nuovo film di Felice Farina, che ben riesce nell’intento di inserire la divulgazione scientifica all’interno di un (falso) documentario dal ritmo andante e dai piacevoli risvolti.

Il film, distribuito da Istituto Luce Cinecittà e Nina Film, dimostra infatti che parlare di scienza non vuol dire per forza farsi portatori di noia, bensì se fatto nel modo giusto, di stimolare la curiosità soprattutto dei non addetti ai lavori.

I protagonisti del film – oltre ai ricercatori e professori chiamati in causa – sono lo stesso Farina e il suo “cameraman” (anche se è evidente la presenza di un secondo operatore), che lo segue ovunque e lo riprende in questo viaggio alla ricerca di risposte comprensibili a domande estremamente complesse.

Sullo sfondo delle riprese, la vita quotidiana degli scienziati: laboratori, strumenti, domande e le risposte.

Nota di merito è la chiarezza ricercata dal regista nelle risposte dei suoi interlocutori, per far sì che non solo i laureati in fisica possano avvicinarsi ad una realtà che, spesso operando tra le quattro mura di un laboratorio lontano dalla vita del cittadino medio, ha consentito passi da giganti della nostra società.

Ecco, entrando nel laboratorio con la telecamera, ci si avvicina per davvero alla più grande sfida dell’uomo: la volontà di andare l’oltre e la tendenza all’indefinito. L’uomo è pioniere per definizione, è esploratore e scopritore della realtà che, pur essendo la stessa da sempre, ai nostri occhi si disvela gradualmente grazie alla conoscenza e al progress scientifico e tecnologico.

Farina viaggia per l’Italia e, sapientemente supportato da clip scientifiche dell’archivio Luce, riesce in questa sua opera OFF a ricostruire e a comunicare i fondamenti fisici a chi, diciamo così, non se ne intende (o non vuole intendersene).