Marco Liorni, il volto educato della TV

0
35
AdnKronos
AdnKronos

Sono tanti anni che entra nelle case degli italiani con umiltà e gentilezza: volto noto ed educato della televisione, Marco Liorni è un uomo profondo e schivo, dedito alla sua famiglia, con un passato di studi umanistici che lo hanno formato a livello professionale.

Caro Marco, hai una formazione di tipo umanistico: quanto ha “pesato” sulla tua vita personale e professionale?

Parecchio: significa consapevolezza della propria identità, abitudine alla riflessione e molto altro. Spero che gli studi umanistici tornino di moda.

Pochi sanno che sei anche un autore televisivo e che hai firmato molti programmi: quale ricordi con piacere e perché?

Il primissimo: Fuori i grandi!, anni Novanta,  per ragazzi, in onda su una tv regionale. Poi Angeli, su Italia1: in quel periodo la mia vita cambiò. Poi Ama! e fa ciò che vuoi su RaiPremium, scritto con mio padre, nelle lunghe veglie prima che ci lasciasse. E infine ItaliaSì!, adesso, in onda il sabato pomeriggio. A proposito: da sabato prossimo 11 dicembre andremo in onda per un mese alle 15 e in edizione ridotta, per “far posto” allo Zecchino d’Oro.

Hai scritto un libro, Facebook. Tutti nel vortice, dove mettevi in guardia dal dilagare dei social (il libro è stato pubblicato nel 2009, n.d.r.)

Era un instant-book scritto proprio nel momento in cui Facebook è esploso in Italia, nel 2009. Era bello, era come se ci stessimo ritrovando tutti, mano nella mano, nel vortice di Facebook, dove riscoprivi amici e compagni persi nella vita e nella memoria. Indimenticabile. Ma paradossalmente fu anche l’inizio di un aumento del rischio solitudine. I social hanno più isolato che unito: se non frequenti vis a vis una persona, ti sentirai sempre solo, al di là dei contatti virtuali.

Che rapporto hai con i social? E come educhi i tuoi figli a questo nuovo strumento?

Mio figlio Niccolò a un certo punto ha mollato lo smartphone per prendere un telefono solo con gli sms. Ci è arrivato da solo, era…”saturo”. Uno mette in guardia i figli, ma nulla è meglio che dare qualche informazione occhi negli occhi.

Hai anche scritto un testo teatrale nel 2016, X=Y, che parla della violenza di genere , lo racconti?

Sì, con Teatro in Movimento, che da tanti anni lavora con i ragazzi nelle scuole. Mi sono occupato molto della violenza di genere durante La Vita in Diretta. L’educazione sentimentale è tutta lì. E’ il rispetto di se stessi. Qualche professore storceva il naso a causa di qualche frase ”forte”, ma poi capiva che era la via obbligata per un linguaggio autentico.

L’educazione è un tratto della tua professionalità che tutti riconoscono; rispetto a questo, quale è stato il tuo modello di presentatore televisivo?

Sono cresciuto ammirando Enzo Tortora, Corrado, Fabrizio Frizzi. Mostri sacri. Ma anche Mino Damato: la sua passione e il suo sguardo sulla vita mi avevano molto colpito.