Inside The Hole: Palermo, Los Angeles

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Inside The Hole: a Palermo come a Los Angeles.

Inside The Hole: a Palermo come a Los Angeles.Gli Inside The Hole arrivano dalla Sicilia ma potrebbero benissimo essere nati a Los Angeles, vista la loro passione innata per il rock più sporco e americano. Abbiamo fatto due chiacchiere con Roy Zappia, voce e chitarra del gruppo.

Partecipate alla compilation di Rock Targato Italia (in uscita il 14 dicembre) con una canzone intitolata “Beer! Sex! …and fuckin’ roll!”. Già il titolo sembra, se non una dichiarazione d’intenti, quanto meno una chiara sintesi della vostra musica…

Sì, decisamente. Non dico che sia la definizione che ci rispecchia meglio, visto che la nostra musica ha anche altri contenuti, ma l’attitudine è senza dubbio quella: siamo una band rock’n’roll.

Tra l’altro siete entrati nella compilation come band ripescata, esattamente come i Marlene Kuntz nel 1992. Chissà se questo potrà portarvi fortuna…

Speriamo! Al di là di tutto però fare parte della compilation per noi è stata una bellissima sorpresa e siamo felicissimi di esserci a prescindere. Poi, se questo potrà portare anche ad altre cose, ben venga…

Come nasce la passione per il rock così viscerale?

Personalmente sono sempre stato un ascoltatore molto curioso e mi è sempre piaciuto scoprire musica nuova, però fin da giovanissimo mi sono reso conto di come il mio animo si quietasse quando ascoltavo la chitarra elettrica. Da lì è nato l’amore per la polverosità del rock, del rock-blues e del rock’n’roll, ma anche per l’heavy metal o l’hard rock. Dunque è stato molto naturale scegliere la chitarra come mezzo principale per esprimere quello che sento e, di conseguenza, suonare quel tipo di musica.

Fra la Sicilia in cui siete nati e il rock che suonate c’è qualche rapporto?

Indubbiamente sì. Dopotutto il rock nasce come reazione di pancia al mondo che ti circonda e, in un contesto avaro di stimoli e di apertura mentale come quello che viviamo, forse è naturale che possa scaturire una voglia di ribellarsi che si sposa benissimo col rock. Dopotutto la musica è la valvola di sfogo più forte e pulita che si possa trovare. Poi, chissà, forse in fondo vivo in Sicilia sognando di essere negli Stati Uniti.

Il vostro album è uscito nel 2014, per cui ormai è in circolazione da un po’. Avete qualcosa di nuovo in cantiere?

Sì. Finalmente, dopo un periodo di stasi, abbiamo ripreso a lavorare su del nuovo materiale che a breve andremo a registrare. Siamo in fase di preproduzione e posso anticipare che il prossimo sarà un lavoro un po’ più ricercato rispetto all’album precedente: l’anima della band resterà quella di sempre, si partirà ancora dal blues e dall’hard rock, ma sperimenteremo anche soluzioni nuove come l’utilizzo della chitarra acustica slide e del cigarbox.

C’è qualcosa che volete aggiungere?

Forse la sola cosa da aggiungere è la speranza che il mondo della musica possa tornare ad allontanarsi dalle logiche del business e dell’inseguimento ossessivo della moda. Queste logiche stanno inaridendo ogni proposta dunque mi piacerebbe che, al di là del genere che ognuno sceglie di ascoltare o di suonare, si tornasse a cercare una dimensione più pura e spontanea.

Inside The Hole sul web: www.facebook.com/ITHRnR/