Il Cristianesimo non ha distrutto il mondo antico, lo ha elevato

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San Galgano, CC0 Creative Commons ph Skitterphoto

Lo avrete saputo anche voi, ad Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, il comitato Feste patronali, con il sostegno dell’amministrazione comunale, ha realizzato un…”presepe di denuncia”: Giuseppe e Maria sono immersi in un mare fatto di bottiglie in plastica. Gesù Bambino, invece, ha la pelle nera ed è al centro di un salvagente arancione, come quelli usati per i salvataggi in mare. Alle spalle della Sacra Famiglia, un braccio con la pelle nera che emerge dall’acqua, simbolo inequivocabile di un migrante che sta annegando, e poi reti rosse e boe di segnalazione.

Intanto a Milano la tradizionale festa degli “Oh bej Oh bej” pare sia diventata una festa della salamella non dissimile dai baracchini delle Feste dell’Unità. La tradizione…affoga”. Giusto? Sbagliato? Cosa preservare della ytradiione? E del Natale? Ma è vero che la tradizione cristiana è così rigida? O ammette deroghe e invenzioni creative? Leggendo l’illuminante articolo del nostra Emanuele Franz ci accorgiamo che la tradiione cristina è quanto di più moderno e flessibile si immagini….(Redazione)

San Galgano, CC0 Creative Commons ph Skitterphoto

Mentre continua ad aumentare l’eco internazionale del libro di Catherine Nixey, Nel nome della croce. La distruzione cristiana del mondo classico (Boringhieri 2018), con questo articolo si vuole invece sostenere la tesi esattamente opposta. Il Times ha commentato: “Questo libro rivela quel che abbiamo perduto quando il cristianesimo ha vinto”.

Tutt’altro che perduto, come vedremo, il cristianesimo ha salvato il mondo antico.

Il Natale cristiano, come è noto, fu il retaggio degli antichi culti solari del Deus Sol Invictus, e della rinascita del sole e della Luce dopo il solstizio e la sua apparente morte.

La Pasqua cade la prima domenica dopo il primo plenilunio di primavera. Si tratta quindi di una festività legata all’equinozio di primavera, una resurrezione della natura già largamente celebrata fra gli antichi.

Maggio è il mese della Madonna, per i cristiani, ma nell’antica Roma era il mese dedicato alla Dea Maia.

L’odierno Halloween, forma degenerata e sfigurata dell’antico rituale celtico del Samhain, è stato sovrapposto alla festa cristiana di tutti i Santi. E così via.

I riti pagani sarebbero scomparsi senza la Chiesa.

Si pensa, a torto, che la Chiesa abbia distrutto tutto il mondo antico, mentre il cristianesimo in verità né ha conservato la memoria. Se la Chiesa avesse voluto sopprimere questi culti definitivamente, non ne avrebbe incarnato i Simboli e fatti propri e conservati e trasmessi nei millenni.

La Chiesa promuove, conserva, tutela e diffonde da millenni quelli che erano gli antichi culti e senza di essa sarebbero scomparsi. Il cristianesimo pertanto non ha distrutto il mondo antico, anzi, lo ha conservato e salvato dalla distruzione.

La Chiesa non ha cancellato quel che di vero c’era presso gli antichi, anzi, lo ha elevato.

Dobbiamo ringraziare quindi il cristianesimo se la Verità degli Antichi è ancora presso di noi.

Il fatto poi che nel cristianesimo si scoprano degli elementi dei culti arcaici, oltre a non essere assolutamente motivo di antitesi con i Dogmi della Chiesa, (ma anzi, semmai di forza) fu sostenuto già dai primi apologeti cristiani.

San Giustino elaborò la dottrina dei logoi spermatikoi, ovvero sia i semi del Logos che sono sparsi in tutti gli uomini e in tutti i tempi.

Sant’Agostino al riguardo disse che:

In effetti quella che ora prende il nome di religione cristiana, esisteva già in antico e non fu assente neppure all’origine del genere umano, finché venne Cristo nella carne. Fu allora che la vera religione, che già esisteva, incominciò ad essere chiamata cristiana – Agostino d’Ippona, Ritrattazioni I, 13. 3

Una certa visione del mondo che vuole il cristianesimo distruttore delle verità degli antichi è del tutto fuori luogo. Semmai essa ha saputo conservare e proteggere, tutelare e diffondere verità altrimenti destinate alla polvere. Non dimentichiamoci che dopo duemila anni dall’avvento di Gesù Egli parla ancora per mezzo dei suoi Fedeli, mentre in questo stesso lasso di tempo sono caduti degli imperi, delle civiltà sono tramontante, e delle religioni si sono estinte.